Buon compleanno Ali Dia: la storia del più scarso attaccante di sempre che ideò la truffa del secolo

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Dal campionato finlandese fino al contratto al Southampton ottenuto fingendosi il cugino di George Weah, ecco come l'oggi 61enne riuscì a giocare in Premier

A volte non serve essere un fenomeno per ottenere l’eternità; lo sa bene Ali Dia - che proprio oggi compie 61 anni -, attaccante senegalese famoso per essere stato etichettato come il giocatore più scarso della storia della Premier League e protagonista di una delle vicende più incredibili del calcio moderno. La sua carriera iniziò nel 1988 nelle serie inferiori del campionato francese. Poi arrivò l’intuizione geniale. Cambiare ruolo? No, fingersi il cugino del Pallone d'Oro George Weah. Senza Internet era quasi impossibile verificare le informazioni e così arrivarono i primi contratti: nel 1995 cambiò ben tre squadre, passando dai finlandesi del FinnPA e del PK-35 fino ai tedeschi del Lubecca. La stagione si concluse con dieci presenze totali e un solo gol a porta vuota. Numeri decisamente insufficienti, che resero necessario migliorare la strategia. 

la truffa del secolo

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Dia decise quindi di far impersonare Weah da un suo amico, con il compito di telefonare ai club di Premier League per offrire le prestazioni del suo "talentuosissimo" cugino, che vantava un glorioso passato con la maglia del PSG e ben tredici presenze con il Senegal. Il primo a chiedere informazioni fu Harry Redknapp, manager del West Ham, che però fiutò subito l'inganno. Non ebbe lo stesso intuito Graeme Souness, allenatore del Southampton, che gli offrì un contratto di un mese. Prima della firma, il mister voleva comunque valutarlo in un'amichevole, ma il destino sorrise ancora al senegalese: la partita contro le riserve dell’Arsenal venne annullata per pioggia e il contratto fu siglato senza neanche un minuto di provino. Negli allenamenti fu subito chiaro che qualcosa non andava: Dia era tecnicamente impresentabile e non riusciva a fare il torello con i compagni. La fortuna, però, lo aveva preso in simpatia e la settimana successiva, complice una lunghissima lista di infortuni nel reparto avanzato, arrivò l'esordio in Premier League. Al 32' minuto di Southampton-Leeds subentrò all'icona del club, Matt Le Tissier. La sua partita durò appena 53 minuti, costellati da lisci clamorosi e movimenti sgraziati. Dia cercò in tutti i modi di toccare meno palloni possibili, motivo per cui Souness, furioso in panchina, decise di finire la gara senza attaccanti e lo tolse dal campo all'85'. Anni dopo, lo stesso Le Tissier ricordò così quella prestazione: “In squadra pensavamo avesse vinto un concorso per giocare con noi. Sembrava Bambi sul ghiaccio, era imbarazzante. È quasi colpa mia: mi sono fatto male per far entrare il peggior giocatore della storia della Premier.” Il giorno seguente la società rescisse il contratto e Ali Dia svanì nel nulla, prima di appendere gli scarpini al chiodo l'anno successivo con otto presenze e due gol nel Gateshead, in quinta serie inglese: fu la stagione più prolifica della sua carriera. Una truffa epica, durata appena 53 minuti sul rettangolo verde, ma sufficiente per rendere eterno un giocatore dilettante.

una nuova vita

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Il giorno seguente la società rescisse il contratto e Ali Dia svanì nel nulla, prima di appendere gli scarpini al chiodo l'anno successivo con otto presenze e due gol nel Gateshead, in quinta serie inglese: fu la stagione più prolifica della sua carriera. Una truffa epica, durata appena 53 minuti sul rettangolo verde, ma sufficiente per rendere eterno un giocatore dilettante. Ma il ritiro dal calcio fece scoprire a Dia il suo vero talento: lo studio. Nel 2001 si laureò alla Newcastle Business School della Northumbria University, per poi ottenere un master in economia aziendale alla San Francisco State University (e no, non falsificò gli esami, se ve lo steste chiedendo). Dopo la partenza per Doha, in Qatar, dove vive ancora oggi con il nome di Aly Dia (cambiato al termine della sua esperienza calcistica), non si sono più avute sue notizie, ma il suo cognome è ancora al primo posto nella classifica dei 50 peggiori calciatori all-time del campionato inglese stilata dal Times.

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