Brasile, è finalmente arrivato il momento di Neymar? Contro la Scozia ancelotti pensa al numero dieci

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Forse ci siamo. Il popolo è in ansia. Trepidante. L’attesa cresce. La terza (partita) sarà quella buona, come da proverbio comune in diverse lingue? Neymar inizierà il suo quarto ed ultimo Mondiale?

due allenamenti

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I punti interrogativi sono obbligatori. Ma diciamo che sono molto meno marcati rispetto ai giorni scorsi. Non sono più in neretto. E forse spariranno. Perché per la prima volta da quando è in nazionale, e in generale per la prima volta dopo un sacco di tempo, O Ney ha completato due allenamenti interi con i compagni. Per il primo, domenica, ha scelto di entrare in campo affrontando il muro di fotografi e cameraman accanto a Vinicius. Il suo erede, l’uomo che ha raccolto il suo testimone e che sta trascinando il Brasile in attesa di un eventuale ritorno di O Ney. Il madridista ha partecipato a tutti e 4 i gol segnati fin qui dalla squadra di Ancelotti: due firmati, un assist, un tiro respinto e finito sul piede di Matheus Cunha. Ieri Neymar come partner per la passerella tra gli spogliatoi e il prato della Red Bull Academy dove si allena la Seleção ha optato per Marquinhos, uno dei capitani, dei veterani, uno della sua generazione.

la convocazione

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Domenica allenamento fisico, lunedì allenamento tattico. Salvo imprevisti dell’ultima ora oggi, finalmente, Neymar viaggerà coi compagni verso Miami dove domani il Brasile affronterà la Scozia nella terza delicatissima sfida di questo Mondiale. Finora è sempre rimasto giù dall’aereo: quando il 6 giugno i compagni sono andati a Cleveland a giocare contro l’Egitto nella seconda e ultima amichevole prima del torneo, e nello scorso weekend quando Ancelotti ha portato la sua banda a Filadelfia per l’incontro con Haiti. Nella partita disputata in New Jersey col Marocco Ney era in panchina, ma non convocato: aveva appeso alle orecchie oro e brillanti in una quantità da far gola ai malandrini di Ocean 11.

Brazil's forward #10 Neymar (C) takes part in a training session ahead of Brazil's 2026 World Cup football tournament Group C football match against Haiti in Morris Township on June 17, 2026.  (Photo by MAURO PIMENTEL / AFP)

lula cattivo

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Ora ci siamo. ‘O povo’ spera. E lo stesso vale per Neymar, che in questi giorni è stato sbeffeggiato pubblicamente addirittura dal Presidente Lula, che in un evento pubblico ha chiesto a un bambino quale fosse il suo giocatore preferito della nazionale e quando questi ha fatto il nome di Neymar Lula è scoppiato in una risata incontenibile accompagnata da una freddura glaciale: “Ma se non può nemmeno giocare! Neymar è il primo calciatore che fa il telelavoro!”. Colpo bassissimo. E sinceramente anche un po’ inutile. Tutti volevano l’attaccante del Santos, 34 anni e tante vite alle spalle, tante viti nel piede e tanti ricordi magici. Tutti sapevano come sta, Ancelotti per primo. Ma tutti volevano sentire quel nome, per sognare con lui. In questo Brasile ordinario O Ney può ancora accendere la miccia, colorare sogni di grandezza sbiaditi. Il Brasile ha bisogno di questo. E Matheus Cunha, Igor Thiago, Luiz Henrique e gli altri non sono in grado di produrre materiale esplosivo.

quasi tre anni

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Neymar non gioca una partita ufficiale dal 17 maggio: un incontro di campionato contro il Curitiba, perso 3-0 in casa. In campo per 64 minuti senza lasciare traccia. Poi l’infortunio muscolare al polpaccio destro. Domani, 24 giugno, O Ney potrebbe tornare in campo, magari nel finale. Non veste la maglia della nazionale dal lontanissimo 17 ottobre del 2023, due anni e 8 mesi fa. Un’eternità, una vita calcistica spesa tra milioni, guai e un pugno di partite a Riad con l’Al Hilal prima del ritorno a casa, al Santos. Era il nuovo Pelé, Neymar. Ed è uno dei due brasiliani che rischia di fare 4 Mondiali senza vincerne nemmeno uno. Per questo si è alleato con Ancelotti, e Carlo sarebbe felicissimo di togliere questa brutta zavorra dalle spalle del suo ‘camisa dez’.

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