Il capocannoniere della sua nazionale ha 21 anni, gioca nello Slovan Liberec ed è già nella lista degli acquisti di numerosi club di Bundesliga
Dal nostro inviato Archetti Pierfrancesco
25 giugno - 21:17 - DALLAS (USA)
Il capocannoniere della Bosnia Erzegovina al Mondiale è un ragazzo che non perde mai tempo. Contro la Svizzera è entrato al 91’ e ha segnato al 93’. Contro il Qatar è stato mandato in campo al 64’ e ha impiegato 16 minuti per firmare il 3-1 che ha dato la certezza della vittoria del terzo posto ai bosniaci, mandandoli ai sedicesimi. Si chiama Ermin Mahmic, ha 21 anni, gioca nello Slovan Liberec (Rep. Ceca) ma è già nella lista degli acquisti di numerosi club di Bundesliga, davanti a tutti al momento il Lipsia. Se cercate Mahmic nelle foto degli eroi di Zenica, coloro che hanno conquistato la qualificazione battendo gli azzurri, però non lo troverete, perché l’allrounder offensivo era ancora straniero. O meglio, austriaco.
RADICI
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Mahmic infatti è nato a Wels, in Austria, il 14 marzo 2005, da genitori bosniaci. Ha iniziato questa stagione con l’Under 21 del suo paese di nascita. In novembre le presenze più recenti per l’Austria. Ma la federazione di Sarajevo, molto attenta e molto convincente nel reclutamento di giocatori nati all’estero ma con radici bosniache, è riuscita ad accaparrarselo come è successo per altri giovani talenti (vedi Bajraktarevic), e la campagna acquisti è stata portata a termine con successo il primo maggio, con un annuncio ufficiale. Il merito va al direttore tecnico Emir Spahic, capitano della nazionale nell’unica altra apparizione al Mondiale, Brasile 2014, e ora massimo dirigente operativo. Mahmic era già stato già in bilico da ragazzo: Under 17 austriaca , Under 19 della Bosnia, ma poi Under 21 dell’Austria, quindi a Vienna, dove era cresciuto nel Rapid, pensavano di averlo con loro. Invece i dubbi (e probabilmente le maggiori prospettive di Mondiale) lo hanno fatto tornare a Sarajevo.
LACRIME
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L’ok al cambio di nazionalità è avvenuto solo a fine maggio, giusto in tempo per le amichevoli contro la Macedonia del Nord e Panama, quando ha dichiarato: “Onestamente, mi sono sentito come dentro un film, E’ stata una sensazione incredibile, ho giocato in nazionale e per la mia patria davanti ai miei genitori e amici. Non riesco a descrivere cosa stesse succedendo. E’ stato meraviglioso. I ragazzi mi hanno accolto bene e mi sento bene in questa squadra”. Figurarsi adesso che è il capocannoniere al Mondiale della sua “patria” come la chiama. Dopo il gol alla Svizzera è scoppiato in lacrime, dopo quello al Qatar si è tolto la maglia ed è stato ammonito. Ma il ct Sergej Barbarez non lo ha rimproverato: “I cartellini ora si azzerano, potete immaginare quanto sia stata forte l’emozione di segnare, per lui. E’ molto orgoglio di essere con noi, continua a migliorare, con la voglia che mostra la Bosnia potrà avere buoni giocatori per i prossimi dieci anni”.



