Seduta ampiamente negativa per la Borsa di Milano nel primo giorno di contrattazioni dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran: l'indice Ftse Mib ha concluso in ribasso dell'1,97% a 46.280 punti.
Dopo la partenza di Wall street i mercati azionari del Vecchio continente sono rimasti tutti in forte ribasso sulle ripercussioni dell'attacco di Usa e Israele in Iran: la Borsa peggiore era quella di Madrid, seguita da Francoforte e da Milano.
Il gas prosegue la sua corsa in aumento del 40% a 44 euro al Megawattora, con il petrolio in crescita del 7% a 72 dollari al barile. Oro e argento calmi, così come lo spread Btp-Bund. Fiacco l'euro contro il dollaro in calo dello 0,8% a quota 1,17.
Chiudono in netto calo le Borse asiatiche. Sui mercati aumentano i timori per i danni al commercio internazionale con la chiusura dello stretto di Hormuz. Una circostanza che ha provocato il balzo del prezzo del petrolio. In rosso Tokyo (-1,35%). Sui mercati valutari lo yen torna a deprezzarsi sul dollaro, a un livello di 156,80, ed è stabile sull'euro poco sopra a 184. A contrattazioni ancora in corso giù Hong Kong (-2%), Shenzhen (-0,6%), Seul (-1%) e Mumbai (-1,8%). In controtendenza Shanghai (+0,5%).
In profondo rosso i future di Wall Street. I future del Nasdaq 100 cedono il 2% e quelli dello S&P 500 lasciano sul terreno l'1,6 per cento
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10 ore fa
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