Bonny: "Non ho mai conosciuto mio padre, ho copiato l'esultanza dalle bocce. Ero già della Juve, poi..."

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L'attaccante dell'Inter si racconta a France Football: "La mia prima maglia era nerazzurra, un segno del destino

Alessandro Grandesso

19 marzo - 20:49 - MILANO

Dal parcheggio dove si ritrova appena può con gli amici a Tours, alle luci della ribalta di Meazza. È il percorso di Ange-Yoan Bonny, 22 anni, attaccante dell'Inter, ma fedele agli amici di sempre, cui ha annunciato la scorsa estate il passaggio al club nerazzurro nel... parcheggio del suo quartiere. L’Inter in fondo era nel un destino: “La mia prima maglia - racconta il francese a France Football - è stata proprio quella nerazzurra”. 

giornalista?

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Eppure la storia sarebbe potuta iniziare da Torino, sponda Juventus, visto che a 17 anni Bonny fu intercettato dal club bianconero, ma poi fu scartato per un problema cardiaco emerso nel corso delle visite mediche: “E fu un colpo duro per un ragazzo pieno di sogni”, racconta l’attaccante a France Football, ricordando anche la mamma, sua “eroina”. Arrivata dalla Costa d’Avorio a 26 anni, rimasta incinta a 27: “Ma non ho mai conosciuto mio padre”, puntualizza il francese. La mamma è la sola a chiamarlo Yo-Yo. In Italia dal 2022 invece tutti lo chiamano Angelo, Angelino o Angie. Lo battezzò così Fabio Pecchia che a Parma chiamava per nome solo chi giocava bene. A Parma, Bonny ci è arrivato dallo Chateauroux, dove firmò da professionista sotto la condizione (materna) di ottenere il diploma di maturità. Altrimenti, il nerazzurro avrebbe provato a fare l’avvocato o il giornalista sportivo. 

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Il diploma l’ha preso, Bonny, e così ha imboccato la carriera di attaccante che festeggia i gol coprendosi un occhio con la mano. Celebrazione nata nel famoso parcheggio di Tours, con gli amici, guardando un video di giocatori di petanque: “C’è chi ci ha visto pure il gesto del pirata, mi va bene lo stesso, funziona”. E poi c’è la storia della prima casacca. Un regalo di sua madre che lo convertì ai colori nerazzurri facendogli credere che fosse la maglia di Eto’o. A Parma, invece, Bonny ha scoperto il pezzo L’appuntamento di Ornella Vanoni: “Un colpo di fulmine”. La Vanoni lo chiamò pure, promettendogli di andarlo a vedere allo stadio. Non è successo, ma Bonny ormai ha ascoltato tutti gli album della cantante, scomparsa lo scorso novembre.

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