Mentre il Libano attraversa ancora una stagione segnata da tensioni e instabilità, contro il rumore della guerra si cerca di immaginare, costruire un mondo migliore. E' il festival Bolero Bloom, dal 14 al 17 maggio che sceglie il linguaggio più silenzioso e necessario: quello della bellezza, della natura e dell’incontro. Installazioni artistiche, performance immersive, workshop botanici, rituali ancestrali, artigianato contemporaneo, floreal design, esperienze sensoriali e una unconventional fashion performance firmata dalla designer libanese Lara Khoury. Più che un festival, Bolero Bloom si presenta come un’esperienza collettiva sospesa tra Mediterraneo, natura e ricerca creativa. Un invito a rallentare, riconnettersi ai sensi e riscoprire un’idea di benessere legata alla terra, ai rituali e alla comunità.
La manifestazione si svolge a Boléro Batroun, spazio affacciato sul mare nel nord del Libano che negli ultimi anni si è affermato come uno dei luoghi più evocativi della nuova scena culturale mediterranea. Immerso nella vegetazione e ispirato all’estetica wabi-sabi, Boléro unisce natura, musica, arte e ospitalità in un’atmosfera intima e poetica, diventando punto di incontro per creativi, artisti e viaggiatori internazionali.
Il programma di Bolero Bloom 2026 include installazioni artistiche immersive, live floral artistry, workshop per adulti e bambini, esperienze dedicate alle erbe officinali e ai funghi medicinali, escursioni di foraging nella natura, performance musicali e calligrafiche, market di artigianato, design e prodotti sostenibili, oltre a esperienze gastronomiche curate da chef e artisti locali.
In un Medio Oriente spesso raccontato solo attraverso il conflitto, Bolero Bloom svela inaspettatamente un’altra immagine del Libano: quella di una comunità creativa che continua a immaginare, costruire e fiorire. Perché anche nei momenti più difficili, la vita continua a sbocciare.
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