Blanc: "Messi, CR7, Yamal... ma nessuno ha l'attacco della Francia. Mi piacerebbe allenare in Italia"

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Il campione del mondo ed ex allenatore: "Germania e Spagna sicurezze, tra le sorprese metto Svizzera e Marocco. Mbappé scriverà ancora tanti record" 

Da giocatore ha vinto il Mondiale del 1998 e l’Europeo 2000 insieme a Didier Deschamps ed è stato lui a lasciare a DD la panchina della Francia nel 2012. Adesso Laurent Blanc è in vacanza in Corsica, ma ha visto in tv molte delle partite della Coppa del mondo. Naturalmente tifa per la sua nazionale, ma sa bene che le difficoltà per i Bleus non mancheranno. Parla ancora un italiano perfetto e, dopo il campionato saudita vinto con l’Al Ittihad nel 2024-25, non vede l’ora di tornare ad allenare, magari in Italia, una nazione che gli è rimasta nel cuore dopo le esperienze al Napoli e all’Inter. 

Blanc, sono state giocate oltre la metà delle gare del Mondiale. Che impressioni ha avuto finora? 

“Mi sembra chiaro che non esistono partite semplici: Capo Verde ha pareggiato con la Spagna, il Congo ha fermato il Portogallo, il Qatar ha fatto 1-1 con la Svizzera, il Giappone 2-2 con l’Olanda, mentre il Ghana ha bloccato l’Inghilterra. Potrei andare avanti... A livello internazionale bisogna giocare sempre al massimo e con la concentrazione al top”.

France's Ousmane Dembele (7) congratulates teammate Kylian Mbappe (10) after he scored their second goal during the World Cup Group I soccer match between France and Iraq in Philadelphia, Monday, June 22, 2026. (AP Photo/Petr David Josek)

La Francia è la favorita per la vittoria? 

“In un Mondiale non c’è una favorita perché in una manifestazione lunga 39 giorni, con 48 squadre in corsa, è impossibile indicare una sola favorita. Diciamo che è tra le 4-5 favorite alle quali aggiungerei una sorpresa che viene sempre fuori”. 

Ci faccia qualche nome. 

“La Germania è forte, la Spagna con Yamal è un’altra squadra, l’Argentina di Messi è campione in carica e va rispettata, poi c’è il Brasile di Ancelotti. Tra le “sorprese” metto la Svizzera e Marocco”. 

 Lionel Messi #10 of Argentina celebrates after scoring his team's first goal during the FIFA World Cup 2026 Group J match between Argentina and Austria at Dallas Stadium on June 22, 2026 in Dallas, United States.   Charlotte Wilson/Getty Images/AFP (Photo by Charlotte Wilson / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP)

A 39 anni Messi ha segnato cinque gol in due gare. Aggettivi per descriverlo? 

“Incredibile. Io ho giocato fino a quasi 38 anni, ma per un difensore è più facile: ti aiutano esperienza e senso della posizione. Per lui che invece deve segnare e ha bisogno di velocità, esplosività, dribbling... E pensare che ha appena compiuto 39 anni... È davvero un fenomeno”. 

Cristiano Ronaldo invece è stato criticato per l’esordio deludente, ma ha risposto con una doppietta contro l’Uzbekistan. 

“Sapevo che sarebbe venuto fuori. Fa parte del gioco che a livello fisico non si possa essere sempre al meglio o che si sbagli qualche gol. Lui però resta un grande campione”. 

Lei ha guidato il Psg tre stagioni, ma è andato via nel 2016, mentre Mbappé è arrivato nel 2017. Un rammarico non averlo allenato? 

“Certo. Mbappé è un fuoriclasse e ogni tecnico vorrebbe averlo”. 

Deschamps lo sta usando da centravanti, come succede al Real, e qualche critica l’ha avuta. Kylian è un vero numero 9 oppure... 

“Lui è un 9, un 11, un 7, un centrocampista... Lui è tutto perché fa tanti gol e anche gli appassionati di calcio italiani sanno quanto è importante avere un calciatore come Mbappé. La Francia ha la fortuna di poterlo schierare e se lo gode. Certo, va messo nelle condizioni di rendere al massimo e credo che la nazionale, il Real e il Psg in questi anni lo abbiano fatto. I numeri sono sotto gli occhi di tutti”.

France's Kylian Mbappe (10) is embraced by head coach Didier Deschamps as he leaves the field during the World Cup Group I soccer match between France and Iraq in Philadelphia, Monday, June 22, 2026. (AP Photo/Petr David Josek)

Il Mondiale lo ha iniziato con 4 gol in 2 gare e ora è il miglior marcatore della storia della Francia. 

“Quando giochi con grandi compagni è ancora più facile mostrare le proprie qualità. Non avevo dubbi sul suo rendimento. Scriverà ancora tanti record”. 

Con Olise alle sue spalle Kylian dà il meglio? 

“Avere Olise è una bella fortuna perché prova spesso la verticalizzazione e la giocata. È uno che ti fa segnare tanti gol, ma sotto questo aspetto la Francia è messa bene perché ha pure Doué, Dembélé, Barcola e Cherki: ragazzi di talento che fanno parte della nuova generazione”. 

Mbappé vuole regalare la Coppa del mondo a Deschamps, tornato in Francia per la scomparsa della madre. 

“Prima di tutto mando un abbraccio a Didier. Spero che riesca nella sua “missione” di vincere la Coppa perché si merita di lasciare dopo dodici anni con il secondo trionfo da allenatore. Da ct ha fatto grandi cose: ha vinto nel 2018 e ha sfiorato il bis nel 2022. Un successo in questo Mondiale chiuderebbe il cerchio nel migliore dei modi”.

France's forward #07 Ousmane Dembele celebrates scoring his team's third goal with teammates forward #11 Michael Olise, forward #10 Kylian Mbappe, and defender #05 Jules Kounde during the 2026 World Cup Group I football match between France and Iraq at the Philadelphia Stadium in Philadelphia on June 22, 2026.  (Photo by MAURO PIMENTEL / AFP)

Cosa ha in più la Francia rispetto alle altre? 

“L’attacco. Un reparto così completo e con così tanta scelta non ce l’ha nessuno”. 

Eppure, nel primo tempo contro il Senegal i Bleus non hanno brillato. Anzi... 

“L’esordio al Mondiale è sempre un po’ complicato perché bisogna adattarsi alla competizione. In più di fronte c’era una bella squadra come il Senegal. Nella ripresa però tutti si sono presi qualche rischio di più in fase offensiva e sono arrivati i gol e i tre punti. Contro l’Iraq, sospensione per il meteo a parte, mi sembra non ci siano stati problemi”. 

Da appassionato di calcio, quanto le manca vedere l’Italia al Mondiale? 

“Non me lo chieda neppure perché, anche se non sono italiano, sono arrabbiato per questa assenza. Un Paese di calcio come il vostro non può restare fuori dalla coppa del Mondo per tre volte di fila. È un male per voi, ma anche per il Mondiale”. 

Le piacerebbe allenare in Italia? 

“Certo che mi piacerebbe. Ho lavorato in Arabia Saudita e mi sono trovato bene in un Paese che ama tanto questo sport. Ho intenzione di continuare a fare l’allenatore perché ho ancora energia e voglia dentro. Se arriverà una proposta, la valuterò. E figuratevi se potrei dire di no a lavorare in Italia dove sono stato così bene da calciatore”.

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