Dopo i singolari vinti da Cocciaretto e Paolini, il successo in doppio porta l'Italia campione in carica a Shenzhen per difendere il titolo
11 aprile 2026 (modifica alle 13:31) - VELLETRI
Al circolo Colle degli Dei di Velletri, tra gli ulivi, la terra rossa e la storia, le azzurre continuano a scrivere la loro. Dopo le vittorie di ieri nei rispettivi singolari di Cocciaretto e Paolini, questa mattina è arrivato il punto decisivo con il doppio Errani/Paolini contro Aoyama/Hozumi, che vale la qualificazione alle Final 8 di Billie Jean King Cup. Un meraviglioso 3-0, da favorite, davanti al pubblico di casa: spalti pienissimi anche oggi, in una giornata estiva, come già ieri. Tutto facile? Solo a posteriori. Il doppio azzurro strappa il punto che ci riporta alla Final 8 per difendere la “nostra” Jean Billie King Cup, ma Paolini-Errani hanno dovuto impegnarsi a fondo per piegare le coraggiose giapponesi. Le azzurre dominano 6-2 il primo set tecnicamente, tatticamente e atleticamente. Secondo set un po’ pazzo: l’Italia subisce tre break di fila con le giapponesi meno rinunciatarie, complice qualche alto e basso di Paolini da fondo e di Errani al servizio. Ma quando conta, le azzurre si mostrano di tutt’altra categoria e chiudono il set 7-5. Per Errani è anche l’ennesima conferma in una competizione che ha già vinto cinque volte: “Grazie al pubblico, anche oggi c’è il pienone, sentiamo il vostro tifo. E’ sempre importante capire il momento della compagna e tenere l’energia alta. Il tifo e la squadra in questo sono fondamentali”. Bronzetti, Stefanini, Cocciaretto e il capitano Garbin raggiungono il doppio d’oro in campo per festeggiare e Paolini ricorda a tutti: “Si va a Shenzhen anche quest’anno”! L’Italia, campione in carica dopo i trionfi del 2024 e del 2025, conta già sei titoli complessivi. In Cina potrà andare a caccia del settimo, che le permetterebbe di agganciare l’Australia. Davanti restano gli Stati Uniti con 21 successi e la Repubblica Ceca con 11.
il precedente
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C’era un precedente: una vittoria delle azzurre in due set, ma impegnativa. L’avvio è subito positivo, con il servizio efficace di Paolini ed Errani pronta a chiudere a rete. Le giapponesi faticano a trovare risposte contro la velocità dei colpi e le palle cariche di Paolini. Dal punto di vista tattico, le azzurre comandano il match. Il break arriva nel quarto gioco, con le Aoyama e Hozumi che non trovano soluzioni alle variazioni di gioco delle azzurre. Vantaggio consolidato nel game successivo, deciso ai vantaggi da un rovescio imprendibile di Paolini. Nell’ottavo gioco le giapponesi annullano due set point, ma sul terzo le azzurre chiudono: lungo scambio dal fondo gestito da Errani, che finalizza il punto con un pallonetto intelligente e imprendibile, aiutata dall’accelerazione di rovescio di Paolini.
la finale
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Il Giappone si guadagna le prime palle break dopo 52’ di partita e Hozumi trova la riga per prendersi il game: 1-2. La partita diventa meno prevedibile, più intensa, e si apre una fase di break e controbreak: le azzurre non riescono a tenere il servizio, ma reagiscono ogni volta recuperando. Nel quarto game il punto decisivo è una magia di Paolini: un dritto incrociato con traiettoria strettissima. Le giapponesi iniziano a usare di più i pallonetti e si prendono tre break consecutivi. Sul 4-4, finalmente, le azzurre riescono vincere il game al servizio e arrivano poi in risposta a due punti dal match, ma le giapponesi restano coriacee. Il momento chiave arriva nell’undicesimo gioco: sotto 0-30, l’Italia rimonta. Nel game decisivo l’Italia torna a mettere pressione: la profonda di Paolini costringe le giapponesi a due errori, poi Errani a rete si procura tre match point. Ne basta uno. L’Italia volerà in Cina in autunno.



