Il romagnolo e la vittoria in Brasile: "E' stato importante fare bene qualifica e Sprint, poi con la media è andata benissimo". Di Giannantonio ha battuto Marquez per il podio: "Ho imparato molto nella sfida. Volevo la vittoria, ma le Aprilia in queste condizioni ne hanno di più"
Una vittoria da grande. Marco Bezzecchi ha vinto anche il secondo GP della stagione con una gara da dominatore. Ma quello che più conta è stato il come, cioè dopo un venerdì e un sabato difficili. Ma al lavoro col team è riuscito a ribaltare completamente la situazione, guadagnandosi una domenica da mattatore. “Anch’io penso che siamo riusciti a raddrizzare la situazione – ha detto a Sky Sport - venerdì mi sono detto che avevo fatto schifo, non capivo perché andassi così piano. Non capivo e mi sembrava di non sentirmi bene, ma finché non guardi bene tutti i dati e analizzi tutto, resti sempre con il dubbio. Poi abbiamo visto che potevo fare dei miglioramenti nella guida e chiaramente la moto si poteva sistemare un po' durante il weekend. Sabato invece ero carico e motivato; sono riuscito a fare una bella qualifica, che era fondamentale. Nonostante nella Sprint non fossi a posto al 100%, sapevo di poter limare ancora qualcosa. Onestamente non mi aspettavo di sentirmi così bene con la gomma media, non avendoci mai girato, però alla fine è andata bene".
protagonista
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L’altro protagonista di casa nostra è stato Fabio Di Giannantonio. Il romano è stato autore della pole sabato, ha lottato con Marquez nella Sprint e oggi con lo spagnolo per il podio. Ieri non ce l’ha fatta, oggi sì. Ma con onestà ammette che non è la stessa cosa: "Ieri ha vinto lui il confronto vincendo la gara, oggi l'ho vinto io facendo il podio, è molto meglio vincere la gara! Però sono contento perché battagliare con un pilota così forte e con tanta esperienza è impegnativo e ti permette di imparare molto. Il mio obiettivo oggi era il podio e provare a vincere, ma ho visto che all’inizio le Aprilia ne avevano di più con queste condizioni scivolose. Il mio scopo è diventato mantenere la posizione e provare nel finale a prendere Jorge Martin".
la forza aprilia
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Diggia ha poi raccontato cosa a suo giudizio in questo momento l’Aprilia ha in più della sua Ducati: “Quando le condizioni sono scivolose perdiamo tantissimo grip davanti e facciamo molta fatica. Non possiamo più sfruttare il nostro punto forte, che è la frenata e l’ingresso in curva. Dobbiamo stare molto più 'sulle uova' e non riusciamo a portare angolo e velocità di percorrenza come fanno loro. Loro sono posizionati meglio anche in uscita, vanno prima sul ritmo e mettono prima in temperatura le gomme. Alla fine te la giochi, infatti stavo rinvenendo su Jorge, ma era troppo tardi. Dobbiamo migliorare in queste condizioni".
le abilità di marc
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Chiusura sul duello con Marquez, che in questo fine settimana ha potuto analizzare molto da vicino: “Marc è molto preciso, sa perfettamente quando usare le energie e dove. Si gestisce molto durante il giro. Spinge sempre, ma ha un grandissimo controllo della moto, soprattutto nelle manovre un po' più azzardate che fa spesso anche quando guida da solo. E poi a sinistra ha decisamente qualcosa in più. Sto cercando di studiare come fa, ma non è facile. Diciamo che ho preso tanti spunti".


