Il pilota Aprilia: "Chiedo ancora scusa a tutti, un gesto bruttissimo, ho meritato le conseguenze. Spero che tutto questo mi renda una persona e un pilota migliore"
25 giugno - 14:49 - ASSEN (OLANDA)
Finalmente parla il Bez. Dopo quattro giorni in cui tutti hanno detto la loro sullo "Schiaffo di Brno", è arrivato il suo momento. Inevitabilmente, come tocca a lui e a tutti i piloti nel giovedì di gran premio, in questo caso ad Assen, dove è cominciato il 10º fine settimana di questo Motomondiale 2026. E uno, casomai, avrebbe potuto aspettarsi che Marco Bezzecchi potesse essere reticente, o scocciato dal dover affrontare un argomento così doloroso, di dover espiare nella Cattedrale. Così, ("The Cathedral"), è detto nel mondo il circuito del TT di Assen, nel Drenthe, nel nord dei Paesi Bassi. E invece il Bez ha detto: "Sono contento di avere queste possibilità di parlare, è ancora un'opportunità di scusarmi con tutti, con il mio team, con tutta l'Aprilia, anche con chi lavora in fabbrica a Noale, e poi ancora con tutto il campionato di MotoGP, e naturalmente con il marshal. È stato un gesto bruttissimo da parte mia, ha causato delle conseguenze che secondo me meritavo. E il fatto di esserne consapevole, di sapere che me lo meritavo, mi fa molto dispiacere. Mi dispiace molto. Poi, quello che è successo nei giorni successivi, lo avete visto tutti, sono conseguenze che purtroppo ci possono stare".
i colleghi
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I suoi colleghi, gli altri piloti, pur condannando la sua aggressione al marshal di Brno, hanno sostanzialmente tutti espresso comprensione, qualcuno ha trovato attenuanti. "Rispetto tutti i commenti che sono stati fatti, non solo da parte dei piloti, ma quelli di tutti in generale. Sì, mi hanno fatto piacere. Particolarmente giuste sono state le parole di Marc in conferenza". Márquez aveva sottolineato come i piloti siano tutti giovani uomini tra i 20 e i trent'anni e, in quanto tali, soggetti ad errori. "Nella vita si sbaglia, solo che a tanti, alla maggior parte della gente, succede che quando sbagliano li sgrida la mamma, noi siamo sotto gli occhi di milioni di persone che ci criticano. Com'è giusto, fa parte del nostro ruolo. Dobbiamo accettarlo. È semplicemente così che stanno le cose, ora però dobbiamo andare avanti. L'importante è trovare qualcosa di positivo, in tutto questo: spero che questa sia un'opportunità per me di diventare una persona migliore, di crescere. Magari anche come pilota, perché in fondo, se si progredisce come persona, si dovrebbe essere in grado di farlo anche in pista".
arriva bagnaia
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La novità, si fa per dire, è l'annuncio che il prossimo anno in box con lui, in Aprilia, ci sarà Pecco Bagnaia. "Ah sì, l'ho scoperto stamattina, quando ho visto i post...". Risata generale. Gli hanno fatto notare che il livello degli sfottò e dei dirty talk nel garage adesso aumenterà. E lui: "Vedremo, dài". Altra risata. Un buon modo per allentare tutta la tensione accumulata da sabato scorso in Repubblica Ceca, e poi nelle poche ore che ha avuto per pensarci su a casa. "No, dai, a parte gli scherzi, sono molto contento per l'Aprilia e per Pecco. Secondo me è una cosa molto bella. Anche se io ero già contento di come mi trovo adesso nel box con Jorge. Abbiamo creato e continuiamo a creare un buon clima in squadra. Ho un po' di curiosità, il giusto, per quello che sarà il prossimo anno. Sarà sicuramente bello".
si riparte da assen
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E adesso si riparte. Da giorni si parla di tutti i punti persi per strada, tra la incolpevole caduta del Balaton e la sospensione di Brno, ma in testa c'è sempre lui. "In tutto quello che ho fatto fino ad adesso ci sono stati momenti più belli e altri un po' meno. Ma abbiamo costruito delle buone gare, dei buoni risultati in generale, il tutto attraverso il buon feeling con la moto e il gran lavoro dei ragazzi nel box. Fino ad ora c'è stato tanto di bello. L'obiettivo è continuare così". Assen gli piace: "Sì, da sempre, fin dalle classi minori: ci sono tanti curvoni veloci che fanno per me. Ci venivo con i miei genitori, in macchina da Rimini, spesso ci mettevamo sopra le curve 11 e 12, c'era ancora la pista vecchia, quando il T1 era completamente diverso. E mi piaceva moltissimo anche solo guardare le moto fare le curve tra questi avvallamenti. Era una figata pazzesca".




