Berrettini e Cobolli "fratelli" diversi: dal circolo Aniene di Roma al tetto del mondo

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Sei anni di differenza, Matteo nei primi tornei era seguito dal padre di Flavio. E poi il siparietto nel video in cui commentano un match da baby avversari, merende in mano...

federica Cocchi

29 novembre - 00:11 - MILANO

Il tifo, gli abbracci, gli sfottò in conferenza stampa: “E dai, non prendermi in giro” dice Flavio Cobolli a Matteo Berrettini dopo il trionfo in Davis. La terza di fila per l’Italia e la prima per il giovane Cobolli. Il loro rapporto è così, fin da quando erano due giovanissimi. Sei anni di differenza, con Matteo che giocava i primi tornei giovanili seguito da Stefano Cobolli, papà di Flavio. Il video virale che arriva dal Lemon Bowl del 2011, con un Berrettini 15enne e un Cobolli di appena 9 anni, fa impressione: “È il tuo allievo?” chiedono a Berretto. “Magari!”, risponde Cobbo bambinetto gustandosi la merenda prima di guadagnare gli spogliatoi. È passato tanto tennis prima che i due si incontrassero di nuovo sul circuito, prima che i ruoli tornassero quelli di un tempo. Con Berrettini a fare il ‘fratello maggiore’ e Cobolli a prenderlo come punto di riferimento, a guardarlo per capire come si fa. Berrettini diventato grande sul circuito seguito da Vincenzo Santopadre, che di Flavio è padrino di battesimo, e Cobolli, il più giovane in giro per il circuito con papà Stefano, duro dal cuore tenero, che a Bologna si è commosso per l’impresa di suo figlio e dei ragazzi. Di Flavio e Matteo, gli ex bambini che in Davis hanno vinto sei partite, tre a testa, senza mai scomodare i doppisti: “Nemmeno in un film sarebbe potuto accadere. Nemmeno il miglior regista avrebbe potuto girare una storia così...”. Ma a volte la vita sa essere più fantasiosa di un bravo sceneggiatore. 

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