(di Francesco Loscalzo)
Un ct tedesco e due leader per i tre
leoni inglesi che contro i peggiori 'nemici', quelli
dell'Argentina, vogliono chiudere una volta per tutte una
ossessione lunga 60 anni. Passati attraverso delusioni,
fallimenti, mano de Dios, gol del secolo e polemiche.
L'Inghilterra di Thomas Tuchel si affida a Jude Bellingham e
Harry Kane - fin qui autori di sei gol a testa - per conquistare
la seconda finale mondiale della sua storia, dopo quella vinta
nel 1966, sul prato verde di casa di Wembley, per 4-2 contro la
Germania e passata alla Storia del calcio per il gol non gol di
Geoff Hurst. Succedesse ora i dubbi sarebbero cancellati dalla
Goal line technology, mentre il Var scoprirebbe la mano, o per
essere più precisi, il pugno con cui Maradona beffò Shilton e
sbloccò il quarto di finale del 1986 giocato all'Azteca di Città
del Messico e inserito di diritto nella Storia del calcio per il
gol del secolo, con la serpentina del 'Dios' Diego.
Quarant'anni dopo, proprio nel leggendario impianto della
capitale messicana, l'Inghilterra ha trovato quella forza e quel
coraggio necessari per allontanare gli spettri di una spedizione
che, in caso di un precoce ritorno in Patria (già scacciato
negli ultimi minuti dei complicatissimi sedicesimi contro la
Repubblica Democratica del Congo), sarebbe diventata
fallimentare e che invece ora fa sognare squadra e tifosi. Negli
ottavi, contro i padroni di casa del Messico, infatti, i
'maestri' hanno vinto 3-2 eliminando una delle squadre che
sembravano più in forma. E l'ha fatto con un gol di Kane e una
doppietta di Bellingham che si è poi ripetuto nella gara dei
quarti di finale con la Norvegia, chiusa sul campo ai tempi
supplementari e poi continuata nelle interviste con la
polemiche, che, a 'Home England' appunto non mancano mai, tra la
stella del Real Madrid e il ct, molto critico per la prova dei
suoi. La strategia di Tuchel, ormai è evidente, è anche quella
di provocare, non solo tra le quattro mura dello spogliatoio ma
anche pubblicamente, la reazione dei suoi giocatori, a volte
anche con metodi rudi e poco 'politicamente corretti'.
Di certo non ha bisogno di ulteriori stimoli Kane che, a
secco con la Norvegia, dopo una stagione straordinaria con il
Bayern Monaco (a differenza di quella deludente di Bellingham)
ha nel mirino un altro sogno: portarsi a casa il Pallone d'oro,
il cui vincitore - a meno di sorprese - sarà uno dei giocatori
della squadra che alzerà la Coppa del Mondo. E poi Kane ha da
farsi perdonare l'errore su rigore che a Qatar 2022 costò
l'eliminazione nei quarti di finale contro la Francia.
Mille motivi e mille stimoli per gli inglesi che, oltre al
talento delle loro stelle, avranno però bisogno anche del lavoro
'sporco', come quello del centrocampista Declan Rise. Contro la
Norvegia, il 27enne centrocampista dell'Arsenal è stato
sostituito all'intervallo, dopo che nei giorni precedenti aveva
dovuto fare i conti con diversi problemi fisici. Nelle ultime
ore, nel ritiro di Kansas City, Rice ha mostrato evidenti
progressi e dovrebbe partire titolare nella gara di Atlata.
Qualche dubbio in più, invece, c'è sull'utilizzo del difensore
Ezri Konsa, costretto a uscire dal campo contro la Norvegia per
crampi. Da valutare anche la possibilità dell'inserimento tra i
titolari di Bukayo Saka, tra i migliori, dopo il suo ingresso
dalla panchina, nel match dei quarti di finale. Potrebbe essere
lui l'arma decisiva per superare una difesa non impeccabile e
superare l'ossessione Finale.
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2 giorni fa
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