Belgio, o affondi o risorgi: le liti interne come punto di forza

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Contro gli Stati Uniti i ragazzi di Rudi Garcia si giocano tutto. Col Senegal Trossard e Tielemans erano venuti quasi alle mani per un'azione di gioco

Il Belgio ha rischiato di rompersi in mille pezzi proprio nel momento decisivo del suo Mondiale, eppure il giocattolo è ancora lì, intero, con qualche crepa ma apparentemente intatto. È un bel problema per gli americani che surfano sull’entusiasmo di casa: la squadra di Garcia non sarà nel miglior momento, ma ha pur sempre individualità rare e si presenta alla sfida contro Pochettino a Seattle con l’animo del sopravvissuto, il più pericoloso per definizione. 

il percorso

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Del resto, tutto il mondo ha visto e commentato quanto accaduto durante l’agonica partita dei sedicesimi contro il Senegal, quando la speranza sembrava ormai finita: due leader del gruppo, Youri Tielemans e Leandro Trossard, sono quasi arrivati alle mani per un litigio di gioco. Qualunque direzione prenda questo Mondiale, è un’immagine che resterà, anche se è tutto rientrato presto, soprattutto grazie alla folle rimonta sugli africani. Alla stessa maniera, fuori dal campo resteranno i mugugni che Kevin De Bruyne aveva seminato per strada, quando ha riconosciuto pubblicamente i limiti della squadra. Insomma, il cammino belga fino agli Stati Uniti è stato pieno di tormenti e, parallelamente, intorno ai Diavoli è cresciuto il solito dibattito interno su questa generazione dorata e senza titoli, ormai ritenuta troppo anziana per competere ai massimi livelli. Poi, però, è successo qualcosa: i pianeti si sono allineati e la rabbia si è trasformata in energia. Quando Garcia aveva già in tasca la lettera di licenziamento, ecco la rimonta da 0-2 a 3-2 che permette di guardare agli ottavi americani in altro modo. Il ct è ancora in sella e il suo Belgio dà la sensazione di essere rinato proprio mentre era sul punto di esplodere.

quanta tensione

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Ovviamente, il malessere e una certa litigiosità emersi sotto traccia non potranno sparire in una nuvola di zolfo, anche perché questo sentimento generale covava già dalla fase a gironi. Il pareggio con l'Egitto all'esordio e quello successivo contro l'Iran avevano acceso i primi dubbi su una squadra ricca di talento, ma ormai attempata e incapace di trovare continuità. Anzi, a dar voce al disagio era stato proprio KDB, il simbolo tecnico della nazionale, con un'autocritica rarissima a questi livelli: il suo “non siamo stati all'altezza” ha fatto discutere in patria e portato all’ennesimo processo alla "Golden Generation". Tra gli imputati, KDB, Lukaku, Courtois, Trossard: per molti, ex campioni ormai al capolinea. Questa narrazione ricorrente aveva irritato profondamente il ct che, alla vigilia del match con il Senegal, aveva tirato fuori l’elmetto: “È brutto chiamarli vecchi…”. Nel difendere apertamente i suoi leader, l’ex tecnico di Roma e Napoli ha ricordato come proprio l'esperienza dovesse diventare l'arma in più del Belgio nel momento della verità.

seconda vita

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Di certo, Garcia non immaginava la lite in mondovisione tra due giocatori simbolo nel bel mezzo del disastro senegalese. Sotto di due gol e con l'eliminazione ormai vicinissima, Tielemans e Trossard non si sono morsi la lingua nel loro violentissimo faccia a faccia. Tutto nato da un'azione offensiva mal gestita perché Tielemans ha scelto un cross verso Lukaku e Trossard pretendeva un passaggio rasoterra. Per riportare la calma sono dovuti intervenire Romelu, Nicolas Raskin e perfino alcuni giocatori del Senegal. Le immagini sembravano il manifesto di uno spogliatoio ormai fuori controllo, ma il caso ha voluto che quei due litiganti firmassero insieme l’incredibile pareggio: cross di Trossard, colpo di testa vincente di Tielemans, abbraccio liberatorio, anche questo virale. Dopo il 3-2 ai supplementari, il capitano ha subito minimizzato l'accaduto: “Sono le emozioni del momento”. Un’altra secchiata d’acqua è arrivata dal ct che, invece di condannare lo scontro, lo ha interpretato come un segnale positivo: “Mi piace vedere giocatori pronti a ribaltare il tavolo quando le cose non vanno. Significa che ci tengono davvero”. A sentire Rudi, questa lite sarà il punto di svolta del torneo, ma il suo Belgio arriva comunque al casello degli ottavi con molti dubbi. Anzi, con due facce opposto: da una parte restano le imperfezioni delle prime partite, le difficoltà nel gioco e i nervi scoperti nello spogliatoio; dall'altra è emersa a sorpresa la capacità di soffrire, litigare e poi rialzarsi insieme. E se quella storiaccia tra Tielemans e Trossard, anziché essere l'inizio della fine, fosse davvero l'inizio di una seconda vita americana?

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