Qualche big, le rivelazioni Bournemouth e Real Sociedad, le storie incredibili di Sunderland e Torreense: ecco chi troveranno sulla strada le italiane. In attesa di chi "scenderà" dalla Champions dopo i playoff estivi
25 maggio - 14:46 - MILANO
Se la vita ti dà limoni, conviene farci una limonata. E allora, se Europa League dovrà essere, tanto vale provare a farla diventare un’occasione. Magari inseguendo ciò che nel 2024 è riuscito all’Atalanta: alzare il trofeo. L'unico successo italiano nella competizione dal 2000 in avanti. È vero, nessuno a Milanello o alla Continassa avrebbe firmato per il giovedì sera. Per Milan e Juventus l’Europa League, nel day after della Champions mancata, non può che essere il simbolo del fallimento. Ma forse conviene strappare subito il cerotto e affrontare il tema senza troppi giri di parole: guardando le squadre già qualificate, la competizione è alla portata e, almeno oggi, le due italiane hanno argomenti concreti, oltre che il dovere, di pensare ad arrivare fino in fondo. Ecco quindi cosa sappiamo già sulla prossima edizione dell’Europa League.
bayer leverkusen al top
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Tra le avversarie da cerchiare in rosso c’è senza dubbio il Bayer Leverkusen. I tedeschi arrivano da una stagione in cui, proprio come Milan e Juve, hanno inseguito la Champions quasi fino all’ultima giornata, restando agganciati alla corsa europea più prestigiosa fino alle battute finali. Il Leverkusen è anche un laboratorio di talenti, in rosa convivono profili emergenti come Marko Alajbegović, che in Italia siamo destinati a ricordare a lungo, di proprietà del club e reduce dal prestito al Salisburgo e giocatori affermati, cercati a lungo anche dalla Serie A, come Alejandro Grimaldo. Il risultato è un mix di potenziale e maturità che, almeno oggi, fa dei tedeschi una squadra da non sottovalutare. Occhio, però, anche al Bournemouth. Se nel 2024-25 i tifosi parlavano già della miglior stagione della storia del club — record di punti, vittorie, gol fatti e differenza reti in Premier nella storia del club — quest’anno i Cherries si sono spinti ancora oltre, chiudendo sesti dopo un avvio complicato e una rimonta costruita dal 15° posto di gennaio, alimentata da un’impressionante striscia di 18 partite senza sconfitte. Non avranno esperienza europea, ma intensità, organizzazione e ritmo da Premier League sono caratteristiche che le italiane hanno dimostrato di subire.
la real sociedad "italiana"
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Meritano una menzione anche Real Sociedad e Marsiglia. Il club basco per esempio, è una delle squadre più identitarie del lotto: fresca vincitrice della Copa del Rey, dove ha battuto l'Atletico Madrid ai rigori, costruisce gran parte della propria forza sul vivaio della Zubieta, uno dei migliori di Spagna, che continua a produrre talenti come Mikel Oyarzabal e Ander Barrenetxea. Dopo un avvio complicato, il cambio in panchina con Pellegrino Matarazzo ha restituito intensità e verticalità a una squadra diventata più aggressiva e competitiva. Impossibile non citare il Marsiglia. La stagione sembrava poter consacrare definitivamente il progetto costruito attorno a Roberto De Zerbi, Medhi Benatia e Pablo Longoria, con una rosa rinforzata da innesti importanti e il ritorno in Champions come base di rilancio. Eppure qualcosa si è inceppato: la precoce eliminazione europea e le tensioni interne hanno finito per destabilizzare l’ambiente, fino all’addio di De Zerbi e al terremoto societario. Resta però una piazza con qualità, ambizione e individualità pesanti. Celta Vigo, Rennes, AZ Alkmaar e Hoffenheim completano un gruppo di qualificate.
favole
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E c’è il capitolo favole. Il Sunderland arriva in Europa al termine di una scalata quasi impensabile: iniziata nel 2022 in League One, la terza serie inglese, dove i Black Cats erano impantanati già da tre stagioni. Poi la vertiginosa ascesa: due promozioni consecutive, entrambe passando dai playoff, fino al ritorno in Premier. Ma il limite dei sogni, a Sunderland, evidentemente non era il cielo della massima serie: da neopromossa la squadra ha centrato anche l’Europa, battendo il Chelsea all’ultima giornata davanti al proprio pubblico e tornando nelle coppe continentali dopo 53 anni. Nella sezione delle outsider da romanzo calcistico merita spazio anche il Torreense, la grande sorpresa arrivata dal Portogallo. Il piccolo club di Torres Vedras, cittadina di circa 70 mila abitanti a pochi chilometri da Lisbona, ha scritto la pagina più incredibile della propria storia conquistando la Taça de Portugal contro lo Sporting CP dopo i supplementari. Un’impresa storica, mai prima d’ora una squadra della seconda divisione portoghese aveva vinto la coppa nazionale. Per il Torreense, che fino a oggi aveva in bacheca soltanto un titolo di seconda serie e uno di terza, il successo vale anche l’accesso diretto alla League Phase di Europa League. Sulla strada di Milan e Juve potrebbe quindi spuntare una matricola con tanto entusiasmo e nulla da perdere.
playoff
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Il quadro, però, è ancora molto lontano dall’essere definitivo. Un ulteriore tassello si aggiungerà mercoledì 27 maggio, quando la vincente della finale tra Crystal Palace e Rayo Vallecano si garantirà non solo la Conference League, ma anche un posto nella prossima Europa League. Per il resto, una parte consistente del tabellone emergerà soltanto tra luglio e fine agosto attraverso turni preliminari e ripescaggi dalla Champions League: le squadre eliminate nei percorsi di qualificazione della massima competizione europea “retrocedono” infatti in Europa League, contribuendo spesso ad alzarne livello tecnico e imprevedibilità. Anche per questo conviene tenere d’occhio i playoff estivi. Alcuni nomi saltano all'occhio: il Benfica, che in caso di qualificazione diventerebbe una delle favorite, i Rangers, il Salisburgo e l'Anderlecht. Senza dimenticare anche Beşiktaş, Paok, Twente e Viktoria Plzeň. Milan e Juve, insomma, possono già iniziare a farsi un’idea, ma conosceranno davvero il volto della loro Europa League soltanto a fine agosto, quando si completerà il mosaico delle 36 partecipanti.
La Gazzetta dello Sport
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