Bastoni via? L'Inter ci pensa davvero: l'azzurro può essere la cessione che finanzia il mercato

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Per il difensore c'è stato un sondaggio del Barcellona, ma anche in Inghilterra diverse squadre potrebbero interessarsi al mancino...

Roberto Maida

Giornalista

17 marzo - 00:36 - MILANO

I fischi perpetui stanno funzionando come acceleratori di un finale plausibile: Alessandro Bastoni e l’Inter possono lasciarsi a fine stagione, senza rancore e senza strappo. È lui, più di Thuram, il calciatore che la società conta di vendere per incassare denaro da reinvestire sul mercato: ad aprile compirà 27 anni, quindi è ancora un difensore relativamente giovane, ha un curriculum di assoluto rispetto ed è titolare della Nazionale. Ecco perché, con il contratto in scadenza nel 2028, Bastoni sta valutando insieme alla famiglia e allo staff un clamoroso trasloco. Era arrivato a Milano giovanissimo, con poche presenze nell’Atalanta e con un campionato giocato a Parma, è diventato grande nell’Inter partecipando a un appassionante ciclo di vittorie, prima con Conte e poi con Simone Inzaghi, nelle quali ha vissuto le emozioni di tre finali europee: due di Champions e una di Euroleague.

attualità

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Con Chivu non ha perso importanza tecnica, tutt’altro. È una colonna della difesa, con il plusvalore del piede mancino che gli permette di accompagnare l’azione a sinistra. Il classico centrale moderno che ruba l’occhio. L’allenatore lo ha pubblicamente rivestito di onori, a costo di sacrificare la nuda verità, dopo la simulazione che ha provocato l’espulsione di Kalulu contro la Juventus, proprio perché lo considera un ottimo calciatore e uno splendido ragazzo. "E Ale sta reagendo bene, perché le prestazioni non stanno risentendo di questo momento. Sente l’affetto dei compagni che lo supportano". Ma il rendimento, soprattutto in acque internazionali, non è stato all’altezza dello status, con una serie di errori sui quali la società ha avviato le proprie riflessioni strategiche.

Condizioni

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La sua è stata una stagione di contraddizioni, ancora prima del caso di slealtà che ha indignato il calcio italiano come mai era accaduto prima per episodi analoghi. La sintesi paradossale è nell’infortunio che si è procurato nel derby e che gli ha impedito di giocare contro la “sua” Atalanta a San Siro: lo scontro con Rabiot, durissimo, è stato provocato da un fallo di Bastoni, infatti subito ammonito dall’arbitro Doveri, non dell’avversario. Ma oltre alla beffa c’è stato il danno: un edema alla tibia molto doloroso e invalidante. Ieri, nella seconda giornata libera concessa all’Inter da Chivu, Bastoni ha seguito un programma differenziato insieme agli altri convalescenti Lautaro e Calhanoglu ad Appiano: sarà pronto per giocare a Firenze, dove poi si tratterrà per rispondere alla convocazione della Nazionale.

Destinazioni

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Dove può finire Bastoni? Difficile se non impossibile una collocazione italiana. Non solo perché l’impopolarità diffusa diventa un freno psicologico ma anche perché lo stipendio da oltre 5 milioni netti (il contratto attuale scade nel 2028) consente a pochissimi club di tentarlo. All’estero invece qualcosa si sta muovendo: nelle ultime settimane il procuratore, Tullio Tinti, ha registrato l’interesse del Barcellona. Ma anche in Inghilterra diverse squadre potrebbero affacciarsi alla finestra del trasferimento qualora i segnali di apertura fossero inequivocabili. La valutazione di un tempo, 70 milioni, non è più attuale: oggi l’Inter potrebbe accettare un’offerta attorno ai 50, sfruttando magari i soliti bonus che oliano le trattative più complicate. Ma non c’è fretta: ora si pensa solo allo scudetto, poi si parlerà d’affari.

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