Dalla Cina una soluzione bizzarra per ingannare la telecamera dell’Autopilot e ridurre gli avvisi al conducente. Un espediente nato sui social e diventato prodotto, che riapre il tema dell’equilibrio tra sicurezza e invasività dei sistemi di assistenza alla guida
Ingannare l’Autopilot di Tesla per un po’ di pace al volante, tagliando i fastidiosi “beep”? C’è chi lo ha fatto in modo curioso, con dei pupazzetti di plastica. Come spesso avviene sono i social ad aver tracciato la strada, e come spesso avviene sono i cinesi ad averla trovata. Il motivo è semplice. Le normative di Pechino sui sistemi di ausilio alla guida sono più stringenti che da noi, mentre la soglia di tolleranza nei confronti degli avvisi acustici è la stessa. Così la creatività è schizzata ai massimi, e con le soluzioni per ingannare il sistema di monitoraggio i cinesi, esasperati dai cicalini dell’Autopilot, hanno messo su un business.
DA NICCHIA A MERCATO
—
La soluzione al “problema” del monitoraggio del livello di attenzione è bizzarra ma - pare - efficace. Si tratta di ingannare la telecamera del sistema Autopilot che deve richiamare il conducente quando si distrae piazzandogli davanti una… testa finta, di plastica. Una piccola riproduzione del capo di una persona come quella di una comune bambola, montata su un supporto con una ventosa per attaccarla al tetto in vetro vicino allo specchietto retrovisore, così da avere un “quadro” credibile per la telecamera dell’Autopilot. Saggiata l’efficacia, la fantasia ha preso il sopravvento: di pupazzetti di plastica per ingannare le Tesla negli e-commerce cinesi ce ne sono a iosa, con prezzi compresi tra i 10 e i 40 euro anche a seconda del volto che raffigurano, dagli attori alle celebrità. Il mercato da nicchia sarebbe diventato in poco tempo un settore in crescita, spinto anche da un recente inasprimento della normativa cinese sui sistemi di ausilio alla guida che ha costretto Tesla, l’anno scorso, ad aggiornare l’Autopilot per rendere più rigoroso il monitoraggio delle distrazioni del conducente.
SICUREZZA
—
Problema risolto? In parte. Se da un lato i conducenti che si sono lasciati sedurre dalla soluzione che spopola sui social adesso guidano più tranquilli, sul piano della sicurezza il problema non è trascurabile. L’Autopilot di Tesla, per quanto efficace, resta un sistema di assistenza che richiede la supervisione attiva del conducente. Gli avvisi che richiamano all’attenzione chi è alla guida, in altri termini, esistono per ragioni fondate, non per un capriccio del regolatore. Certo è che quando diventano troppi o invasivi finiscono per essere controproducenti, e il mercato, alla fine, trova sempre una soluzione. Condivisibile o meno, la vicenda cinese ne è la dimostrazione.


