Basket: il primato non basta, la Virtus esonera Ivanovic

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Un anno orribile per i 'santoni' della pallacanestro europea. Dopo Ettore Messina e Zeljko Obradovic a lasciare la panchina a bordo parquet è Dusko Ivanovic che saluta la Virtus Bologna. Ma se per primi due l'addio a Olimpia Milano e Partizan Belgrado è stato volontario, con le dimissioni dopo un avvio di stagione tribolato, per il coach montenegrino la fine della 'storia' con i bianconeri è arrivata per decisione del club emiliano nonostante il primo posto in classifica e lo scudetto numero 17, vinto con un netto 3 a 0 in finale contro Brescia giusto una manciata di mesi fa e marchiato a fuoco proprio dal condottiero 68enne subentrato in corsa a Luca Banchi.

Un caso poco usuale. D'altronde non se ne scorgono tanti di esoneri da primo in classifica. Nel basket, il precedente più eclatante è quello di David Blatt, allenatore visto anche in Italia alla guida dell'allora Benetton Treviso, che, da head coach dei Cleveland Cavaliers venne tagliato il 22 gennaio 2016, nonostante un record di 30-11 e il primo posto nella Eastern Conference per incompatibilità con la squadra capeggiata da Lebron James. A fine stagione, con il vice Tyrone Lue promosso capo allenatore i Cavs vinsero il titolo Nba superando 4 a 3 i Golden State Warrios dopo avere rimontato da uno svantaggio di 3 a 1. Più recente, giusto lo scorso febbraio, l'esonero di Marco Calvani, in testa con la Virtus Roma nel girone B del campionato di Serie B nazionale.

Più movimentato il mondo del calcio, in cui sono stati diversi gli addi imposti a tecnici che si trovavano in testa al campionato: tra gli altri quelli di Ernesto Valverde, nel 2020, licenziato dal Barcellona quando era primo nella Liga; di Radomir Antic licenziato dal Real Madrid nel 1992; di Antoine Kombouaré esonerato dal Psg nel 2012 per fare posto a Carlo Ancelotti. A spingere la Virtus a dare il 'benservito' a Ivanovic - un vincente nato sia da giocatore che da coach ma anche un 'sergente di ferro' dal carattere spigoloso e dalla forte personalità - la crescente incompatibilità tra il tecnico e la stella Carsen Edwards, divenuta poi una frattura insanabile con il resto della squadra, esplosa in maniera fragorosa nell'ultimo turno di Eurolega quando, nel derby italiano con Milano, il giocatore statunitense è rimasto in campo appena 9 minuti, guardando tutto il secondo tempo dalla panchina per scelta tecnica.

Una goccia che ha fatto traboccare il vaso dopo l'uscita in semifinale nella 'Final Eight' di Coppa Italia contro Tortona; la sconfitta in Eurolega con l'Hapoel Tel Aviv, quella in campionato contro Reggio Emilia e la battuta d'arresto con l'Olimpia nell'ultima gara di Eurolega, competizione in cui la Virtus non vince da oltre un mese malgrado il primo posto in campionato davanti a Brescia e Venezia.
Adesso - detto addio a Ivanovic che era in scadenza di contratto e all'assistente Nenad Trajkovic - a guidare il club bolognese alla difesa del tricolore toccherà al vice Nenad Jakovljevic, 37enne serbo e portato a Bologna da Banchi come assistente, affiancato da Daniele Parente e Cristian Fedrigo.

Per Ivanovic, 'giramondo' della palla a spicchi il più classico dei saluti con la Virtus a esprimere, in una nota ufficiale, "il più sentito ringraziamento per la professionalità, la dedizione e il lavoro svolto nel corso del suo mandato". 
   

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