Così l'allenatore alla vigilia dei match con Atalanta e Roma: "Spesso abbiamo commesso pochi errori ma li abbiamo pagati cari. Specie in casa..."
9 gennaio - 13:01 - TORINO
“Adesso giochiamo ogni tre giorni, dobbiamo dare tutti di più per farci trovare pronti”. Marco Baroni è entrato in un tour de force niente male: il 4 ha vinto a Verona, il 7 ha incrociato l’Udinese, domani va a Bergamo, poi martedì di nuovo in campo in Coppa Italia a Roma contro Gasperini. E ai suoi chiede una ripartenza di slancio per iniziare il girone di ritorno con il piede giusto. “Alla squadra non posso rimproverare cali di tensione, si è sempre spesa – dice il tecnico -. Facciamo pochi errori ma ci penalizzano in una maniera incredibile, e su questo aspetto dobbiamo migliorare”. L’occasione è utile per tracciare un bilancio di percorso dopo il giro di boa. “Il mio più grande rimpianto del girone di andata sono le sconfitte casalinghe, questo mi provoca dolore – riflette l’allenatore granata -. La squadra ha raccolto poco rispetto ai meriti avuti, e invece ha pagato molto. Spesso abbiamo commesso pochi errori ma li abbiamo pagati con sconfitte immeritate”.
L’IMPATTO
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Domani la seconda parte del campionato granata comincia nella casa dell’Atalanta. “Giocheremo contro una squadra forte, sotto tutti gli aspetti. Negli ultimi dieci anni è la squadra che ha costruito l’identità più forte di tutti nel nostro campionato, occorrerà dunque una partita di grande attenzione, di grande ferocia e di grande impatto emotivo”. Baroni conferma Paleari tra i pali: “Sta facendo bene, sarà riconfermato”. E annuncia che martedì in Coppa Italia tornerà Israel: “A Roma toccherà molto probabilmente a Franco”. In chiave di formazione qualcosa potrà cambiare a centrocampo, dove Ilkhan soffre di un affaticamento dopo le ultime due da titolare, “sarà già tanto che riusciremo a recuperarlo per la panchina”. Due le possibili soluzioni: “Tameze in mediana o Asllani che è in considerazione”. Oggi si capirà se Gineitis e Pedersen potranno essere tra i convocati, Casadei è squalificato.
il MERCATO
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Con la finestra invernale del mercato aperta, il tecnico deve lasciare in questi momenti fuori dallo spogliatoio gli spifferi su voci e presunte trattive. “Noi ci concentriamo solo sul quotidiano. Mercato o non mercato, non faccio uscire la squadra da questa prospettiva – dice il tecnico -. L'obiettivo è migliorare il campionato dello scorso anno e creare identità. E quindi si sta dentro questo obiettivo. Per me il mercato è il miglioramento di un giocatore o la crescita di un giovane”. Si ragiona anche sul cambio di ruolo di Aboukhlal, reinventato nelle ultime due partite come esterno sinistro nel 3-5-2 con ottimo profitto. “Ci stiamo lavorando da molto tempo, lui mi ha dato disponibilità e ha capito che per lui e per noi poteva esserci una bella opportunità. È stato bravo, perché ha colto questa opportunità. Aboukhlal non è mai stato sul mercato”.

