L’agente del difensore nella sede del club. A certe cifre - ovvero 70-80 milioni - i nerazzurri pronti a trattare la sua cessione
Una volta Steph Curry, illuminandosi al solo pronunciare "tiki-taka", spiegò quanto il Barcellona di Guardiola avesse ispirato i Golden State Warriors, lanciati poi grazie anche a quella filosofia verso quattro titoli Nba in otto anni tra il 2014 e il 2022. Un filo indiretto e non rosso ma che collega in qualche modo Alessandro Bastoni al suo idolo extra calcistico e al club che ha posato i suoi occhioni blaugrana su di lui.
le cifre
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Più passano i giorni e più il difensore si conferma l’obiettivo numero uno del Barça. Dall’Inter non c’è una chiusura netta ma allo stesso tempo la società resta ferma su un punto, determinante: quello economico. Per prendere il difensore di Casalmaggiore, con uno stipendio attuale da oltre 5 milioni netti, servono tra i 70 e gli 80 milioni. Investimento strategico per qualità, duttilità, intensità, profilo in generale. Quadro ritenuto pezzo pregiatissimo della galleria nerazzurra, all’interno di una cornice cangiante con sfumature azzurre, attuali e passate. Lo scintillio della notte di Wembley del 2021 è nostalgicamente intatto. Ma la malinconia dei successi che furono – con l’Inter i due scudetti e la seconda stella, i 7 trofei totali, le due finali di Champions in tre anni – non ha la consistenza giusta per insinuarsi nel terreno del calciomercato. Il Barcellona ha scelto il difensore su cui puntare, alza il pressing (e lui lo sa) e da parte dell’Inter non c’è alcuna preclusione in una rosa in cui incedibili non ce ne sono, a eccezione del capitano e del suo rampollo acquisito Pio.
un super mercato
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Interesse conclamato, prezzo fissato. Anche se è tutt’altro da escludere che una telefonata dalla Spagna possa arrivare con una proposta che comprenda una contropartita. Niente scambi, in Catalogna lo sanno, piuttosto valutano la possibilità di inserire un "cuscinetto" per ammorbidire la sponda nerazzurra dell’affare e abbassare la richiesta. Qui sul tavolo il Barcellona può calare la carta Masia. Gerard Martín è uno dei preziosi cresciuti lì e arrivati in prima squadra. Mancino che gioca anche al centro, 2002. Piace, chiaro. Ma a Milano non è considerato al pari di Bastoni. Tradotto: non basterebbe per ridimensionare le richieste interiste. Rieccoci dunque a quei 70 (almeno) milioni e con i quali il club potrebbe poi lanciarsi in un mercato super. Ci sono gli affari Koné e Vicario, e magari un esterno d’attacco per non negarsi una previsione di cambio modulo. E Bastoni? In questo momento è tutto sulla Nazionale. Testa, cuore, fisico. Ma provando a spostare l’orizzonte un po’ più in là, ad oggi il giocatore si vede (vedrebbe) all’Inter anche in futuro, nonostante quella consapevolezza che tutto può cambiare. La via che percorre da Bergamo ad Appiano ogni giorno è sempre una e la stessa – che gli permette di vivere e giocare vicino alla famiglia – mentre quelle del mercato sono infinite. In questo contesto non è passata inosservata la visita del suo agente, Tullio Tinti, in sede lunedì scorso. Un passaggio per parlare del momento che sta vivendo Bastoni, tra l’infortunio e gli strascichi della simulazione in Inter-Juve, ma è plausibile che l’argomento Barça si sia insinuato tra le stanze di Via della Liberazione. Discorsi attualissimi per un futuro non troppo lontano e allo stesso tempo da maneggiare con cura perché, qualsiasi sia il destino del difensore, dopo questa parentesi Nazionale, la priorità tornerà ad essere una soltanto. Tutta tricolore. Per "lasciarsi bene" se davvero finirà l’estate prossima la sua storia interista.



