Dopo la splendida medaglia di bronzo all'Europeo, questa notte (ore 1) a Portorico l’esordio contro le padrone di casa nel torneo di qualificazione al Mondiale, una competizione che all'Italia manca da 32 anni
Azzurre, ora riprendetevi il mondo. Questa notte all'una, l'Italia di coach Capobianco debutta a San Juan contro Portorico nel torneo di qualificazione al Mondiale di Berlino, in programma a settembre. Un Mondiale che alla nostra Nazionale manca da 32 anni. Un girone, cinque partite in sette giorni: le prime tre squadre andranno a Berlino, oltre agli Stati Uniti già qualificati. Dopo il bronzo all'Europeo della scorsa estate, per le azzurre il Mondiale non è più solo un sogno, ma l'obiettivo: ci hanno mostrato di cosa siamo capaci. E in Portorico le azzurre devono consolidare quanto costruito. "Questa squadra è perfetta nelle cose importanti", spiegava Capobianco nel discorso di inizio raduno. "Ha l'anima, e vogliamo che le persone continuino ad innamorarsi del modo in cui viviamo la pallacanestro." Ed è quello vincente. Non solo belle speranze, adesso: ancora meglio, c'è consapevolezza, ci sono aspettative.
l'esordio
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"Ritrovarsi dopo l'estate scorsa è un'emozione speciale, abbiamo voglia di continuare a sognare. Il bronzo ci dà fiducia e consapevolezza, non vediamo l'ora di iniziare. Sarà importante recuperare energie, vista la quantità di partite in pochi giorni", spiega Cecilia Zandalasini, la stella di questa Nazionale. Portorico, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Spagna, Senegal: si comincia questa notte con una delle partite più insidiose. Il tifo di casa sarà un fattore, e Arella Guirantes, vista a Schio nella stagione 2023/24, e compagne vorranno sfruttarlo fino in fondo. "Sarà una battaglia con tanti tifosi, si inizia con il botto. Tutte le squadre del girone, esclusa forse team Usa, sono alla nostra portata: ci godremo le partite dall'inizio alla fine." Zandalasini in stagione è stata frenata da qualche infortunio, ma ora sta bene, e si sa, l'azzurro è il suo mantello di Superman.
la squadra
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Il pre Mondiale è un torneo breve, intenso, incastrato nel mezzo della stagione. Non c’è un mese per allenarsi insieme e lavorare sugli equilibri: la scintilla deve scattare subito. Ma questa Nazionale si conosce a memoria: è la stessa del bronzo europeo, con una sola novità, Martina Kacerik al posto di Stefania Trimboli. Metti piede in palestra e sai già chi sei in campo. Oltre a Madera, Spreafico e Kacerik, nove delle dodici azzurre giocano tra Venezia e Schio: Keys, Olbis, Zandalasini e Verona al Famila; Pasa, Cubaj, Pan, Santucci e Fassina alla Reyer. Poco importa che pochi giorni fa le due squadre si siano affrontate in un crudele derby italiano per un posto alle Final Six di Eurolega: l’azzurro assorbe tutti i colori. E poi questa Italia è solida anche sottocanestro, uno dei punti deboli degli ultimi anni. Uno dei riferimenti è Lorela Cubaj: “Vogliamo dare continuità a quello che abbiamo fatto l’anno scorso. Siamo più o meno le stesse dell’Europeo, e questo è un vantaggio: dobbiamo restare coese e prendere l’energia di quell’esperienza per portarla qui”.
libertà
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Coach Capobianco ha parlato della “libertà di decidere come affrontare questa qualificazione. Abbiamo la possibilità di far innamorare ancora la gente di noi e del nostro modo di vedere il gioco”. Un gruppo in cui il coach ha saputo valorizzare e coinvolgere tutto il talento, come racconta Mariella Santucci: “Possiamo essere noi stesse all’interno del gruppo”. Domani ci sarà la sfida contro la Nuova Zelanda (ore 22), poi gli Stati Uniti il 14 marzo (ore 22). Gli ultimi due impegni arriveranno il 15 contro la Spagna (ore 22) e il 17 con il Senegal (ore 19). La Spagna, battuta di 16 punti nel torneo amichevole di novembre, resta comunque un’avversaria tra le più complesse. Le altre nazionali le conosciamo meno, sono solide e fisiche, ma non imbattibili.


