Azzi, il Ceo di Dazn: "Il nostro Mondiale extralarge: tutte le 104 gare e... 24 ore al giorno"

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Il dirigente della piattaforma di streaming che ha acquistato i diritti per la prossima Coppa del Mondo: "Faremo vedere tutto quello che accade, in campo e fuori. In streaming match visibili a casa, in viaggio o... in spiaggia"

Andrea Ramazzotti

Giornalista

17 aprile - 09:31 - MILANO

La Coppa del mondo su Dazn sarà uno spettacolo. Parola di Stefano Azzi, Ceo di Dazn Italia.

Azzi, cosa si prova ad essere l’uomo che ha portato tutta la Coppa del Mondo su Dazn? 

"È una soddisfazione e un orgoglio per me e soprattutto per Dazn avere tutto il Mondiale in streaming, con 69 gare in esclusiva. Il calcio muove la passione della gente e come dice il maestro Arrigo Sacchi il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti del mondo".

Che Mondiale sarà quello su Dazn? 

"Un Mondiale XXL che come detto avrà tutte le partite e vivrà dal tramonto all’alba e viceversa. Il racconto sarà allargato durante le ventiquattro ore, cercando di cogliere tutto quello che accade. In campo e fuori. Ci sarà una rubrica che al mattino riassumerà tutto quello che è successo nella notte e poi appuntamenti nel pomeriggio e la sera per presentare le partite che andranno in onda nei tre Paesi che ospitano il torneo. Racconteremo la magia della Coppa del Mondo in tutte le sue sfaccettature".

Con l’Italia al Mondiale sareste stati più contenti…

"Abbiamo tifato tutti per gli azzurri sia a Bergamo per la semifinale dei playoff e sia qua in ufficio per la finale. Da tifoso non avere l’Italia è dura, ma il Mondiale come manifestazione va al di là di chi partecipa perché è estremamente attrattivo e ci sono partite iconiche che trascineranno l’audience". 

Sarà una Coppa del Mondo visibile ovunque.

"Sarà bellissimo. Siamo passati da Uruguay 1930 senza internet e tv, a Messico 1970, con le prime tv a colori, al Mondiale 2026 con le gare visibili ovunque in live streaming. La platea sarà allargata e si potrà assistere alle partite sul divano di casa, in viaggio o in spiaggia, connessi ai telefonini e ai tablet".

C’è stato un Mondiale che le ha fatto capire che “doveva” portare questo torneo su Dazn?

"Mi è rimasto nel cuore quello del 1982 con la finale Italia-Germania. Con quel rigore sbagliato da Cabrini abbiamo creduto che fosse un match segnato e invece c’è stato il gol Rossi e poi l’urlo di gioia di Tardelli per il 2-0. E come dimenticare l’esultanza composta in tribuna del presidente Pertini". 

Il suo ricordo più bello extra azzurri invece qual è? "Messico ’86 con il gol di Maradona all’Inghilterra. Quello dopo aver scartato mezza squadra avversaria, non quello con la… mano de Dios. E poi i Leoni indomabili del Camerun nel 1990". 

Che racconto farà Dazn la prossima estate?

"Un misto di contenuti e di innovazione. Il calcio giocato sarà accompagnato con nuovi show che racconteranno quello che è successo e succederà con competenza, leggerezza e innovazione, attraverso l’interazione e coinvolgimento dei tifosi. Daremo loro la possibilità di creare highlights personalizzati e di vedere i contenuti di Fifa+ per avere un panorama completo della storia del Mondiale". 

Le gare in orario notturno sono un’opportunità o un ostacolo?

"Un’opportunità. Se un appassionato guarda in diretta le Olimpiadi negli Usa o la Formula 1 dall’altra parte del mondo, non si perderà le partite del Mondiale di notte. Per Dazn sarà il ponte che collegherà la fine dell’attuale campionato alle amichevoli estive e all’inizio della prossima Serie A".

Farete delle partnership di distribuzione televisive del Mondiale?

"C’è interesse e ci stiamo lavorando. Non fatemi aggiungere altro (sorriso, ndr)". 

Da cosa passa il rilancio del calcio italiano? 

"Ho letto molto e se n’è parlato tanto: secondo me sacrificio, umiltà e coraggio rappresentano quello che serve. Non basta cambiare allenatore della Nazionale, ma serve trovare un’alternativa per quello che c’è intorno: servono nuove leggi. Il sistema deve cogliere questa opportunità di cambiamento per riportare il calcio in alto. Bisogna accompagnare il calcio in questa fase di ricambio generazionale". 

Una riduzione di squadre in Serie A da 20 a 18 potrebbe aiutare? 

"La Liga è a 20 come la Premier e quindi un taglio delle squadre non lo vedo come una priorità. Secondo me bisogna rilanciare il sistema con il prodotto: più il prodotto è di qualità e più viene visto". 

Cosa sta minando il valore della Serie A? 

"Il tema della pirateria è sottovalutato e non permette al calcio di crescere a tutti i livelli, anche come investimenti. In Italia è un problema molto culturale e diffuso: in alcune fasce della popolazione è considerata una marachella che quasi si racconta. E invece è un reato che fa male al sistema e mina la sostenibilità del nostro pallone". 

Il calcio gratis in tv potrebbe aiutare a risolvere i problemi? 

"La Serie A in tv non è mai stata gratis perché per vedere poche partite trasmesse sulla Rai c’era bisogno del canone. E poi i biglietti per entrare allo stadio non sono gratis e le maglie delle squadre non sono distribuite gratuitamente ma vendute. Senza i diritti tv i ricavi dei club si ridurrebbero e la pubblicità non compenserebbe. Il pallone è un prodotto premium da sempre e il suo valore va preservato".

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