Il gruppo di Hangzhou acquisisce il 34% dell’impianto di Almussafes e dal 2028 realizzerà due Suv elettrici "al 100% europei", cioè non soggetti a dazi
Gianluigi Giannetti
24 luglio - 10:05 - MILANO
Anche Geely entra nel paradiso dell’auto, che ormai è la Spagna. La notizia era stata già ampiamente anticipata nelle scorse settimane, ma l’annuncio ufficiale apre comunque una lunga serie di riflessioni, forse amare per l’Italia. Geely Auto Group forma con Ford Europa una joint venture ed entra nella gestione dello storico stabilimento che quest’ultima possiede ad Almussafes, presso Valencia. Nella nuova società Geely avrà il 34% delle quote, ma anche un ruolo ben più determinante di quanto i numeri lasciano credere. Il gruppo Hangzhou sta di fatto salvando l’impianto spagnolo, che sulla carta avrebbe una capacità produttiva di 500 mila veicoli l’anno, ma nel 2025 ne ha realizzati solo 100 mila. Ford ha trovato un partner interessato a condividere non solo le aree della fabbrica, ma anche ad avviare una collaborazione tecnica che vedrà la nascita di un modello basato con tecnologia Geely, mentre quest’ultima utilizzerà Valencia per realizzare due Suv destinati all’Europa, a partire dal 2028. Tutti sembrano aver vinto, ma non è così.
Bersaglio grosso
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Chi parla di una crisi generalizzata, dimentica o vuole dimenticare la Spagna. Il Paese iberico è ormai la seconda forza nell’industria automobilistica in Europa dopo la Germania, con 2.274.026 unità prodotte nel 2025, ma è addirittura impegnata nel realizzare il Plan Auto 2030, cioè un ulteriore salto in avanti verso quota 2,7 milioni di veicoli annui, di cui il 95% elettrici o ibridi plug-in. Le ragioni che rendono attrattiva la Spagna sono molte, anche se la principale sta nel costo dell’energia elettrica, tra i più bassi nell’Unione grazie ad un utilizzo di fonti rinnovabili che copre ormai oltre il 60% del fabbisogno. L’ingresso di Geely si aggiunge a quello di Leapmotor, che sfrutterà gli stabilimenti di Stellantis di Figueruelas e Madrid, anche qui con una partnership che diventerà pienamente operativa dal 2028. Alla lista si aggiunge poi MG, che ha confermato l’intenzione di realizzare un suo stabilimento a Ferrol, presso La Coruña. La Spagna è ormai l’approdo industriale ideale per i costruttori cinesi, che trovano l’opportunità utile anche sul fronte fiscale. La partnership con Ford, per esempio, consente a Geely di acquisire una base produttiva in Europa e quindi evitare i dazi dell'Unione europea sulle auto elettriche a batteria prodotte in Cina. Per Geely, l'aliquota del dazio è pari al 28,8%, che si somma al dazio standard all'importazione del 10% applicato dall'Ue.
Suv e forse citycar
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La fabbrica Ford di Valencia è stata la prima di un costruttore estero in Spagna e ha acceso le sue catene di montaggio nel 1977. Ha una storia giudicata ormai meno sostenibile dopo la cessazione della produzione dei modelli Mondeo e Galaxy. Il Suv Kuga continuerà ad essere prodotto qui, ma gli verrà affiancato dal 2028 il Bronco Suv, ispirato alle linee del maxi fuoristrada Bronco, ma in dimensioni ben più compatte e con una motorizzazione ibrida. A condividere tecnologia sarà invece una crossover a marchio Ford che utilizzerà le motorizzazioni elettrificate firmate da Geely. L’azienda cinese utilizzerà l’impianto di Valencia per far nascere due Suv elettrici, ma nei piani ancora non ufficializzati c’è anche la produzione anche in Europa della nuova citycar elettrica E2, di cui si appena aperta la commercializzazione in Italia.
Un gigante che corre
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L’accordo con Ford è l’ultima di una serie di operazioni incrociate che stanno definendo il profilo di un gigante automobilistico mondiale. Geely ha già relazioni privilegiate con Renault, con cui condivide la fabbrica di Busan in Corea del Sud e di Curitiba in Brasile, con un ingresso diretto nel capitale azionario, anche se l’iniziativa che più ci riguarda da vicino risale al 2022, con la creazione proprio assieme ai francesi della nuova azienda Horse, di cui possiede il 40%. Horse è responsabile della produzione di tutti i motori a combustione e ibridi utilizzati dal gruppo Renault, ma avrà come clienti una lunga serie di marchi, molti dei quali a loro volta legati a Geely.


