Il contratto per il nuovo ds rossonero è pronto, ma rimane il limite dell’operatività fino al termine della squalifica sportiva
Altre ore di colloqui a Casa Milan. Stavolta Fabio Paratici e Giorgio Furlani hanno mandato avanti i rispettivi legali: le parti infatti si sono già scelte ma resta da sciogliere il nodo dell’operatività dell’ex dirigente di Juve e Tottenham fino al termine della squalifica sportiva, fissata al 20 di luglio. Diesse e ad rossonero non hanno necessità di rivedersi: sono stati numerosi i contatti nei giorni scorsi, e il profilo di Paratici combacia perfettamente con l’identikit tracciato dal club. Paratici conosce le dinamiche del campionato italiano, così bene da avere nove scudetti juventini in bacheca. Più altre dieci coppe nazionali. L’esperienza in Premier ha ampliato i contatti con le altre grandi società europee: insomma una combinazione di italianità (che il club vuole ritrovare) e connessioni internazionali che farebbero molto comodo alla ristrutturazione rossonera.
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Motivo per cui il contratto è scritto e messo sul tavolo: c’è l’intesa economica e sono state redatte tutta una serie di clausole a tutela delle parti. C’è però un nodo che ancora non si riesce a sciogliere e riguarda i limiti imposti dalla squalifica sportiva di Paratici, in scadenza il prossimo 20 luglio. Fino a quella data avrebbe un’operatività ridotta: il Milan potrebbe aspettarlo e nel frattempo agire come ha sempre fatto, cioè in team, riferendosi poi all’ad per le scelte finali e le firme. Oppure, anche se un ampio tratto di strada è percorso e si intravede ormai il traguardo, il club farà marcia indietro e si dirigerà verso altre direzioni: quelle possibili e indicate anche nelle scorse settimane conducono a Igli Tare, per quindici anni riferimento dell’area sportiva della Lazio; oppure a Tony D’Amico, ex Verona e oggi all’Atalanta. O ancora a Giovanni Manna, ds del Napoli, intenzionato però a restare con De Laurentiis. Tra i sotto contratto c’è anche Giovanni Sartori, direttore sportivo del Bologna da Champions. L’idea di chiedergli la disponibilità al trasloco rossonero in coppia con Italiano allenatore è stata presa in considerazione.
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Di certo c’è che finora la società ha approfondito le idee di calcio di Paratici: con lui ha discusso del nuovo Milan e di come organizzare il prossimo corso. Oltre alla carta d’identità (comprensiva di ricco palmares) e ai numerosi contatti, è ovviamente apprezzato per le conoscenze e le capacità gestionali: il club ha bisogno di una figura carismatica che resti quotidianamente al fianco della squadra. Ibra ha seguito qualche allenamento e diverse partite, in molti altri momenti non c’era. Moncada, attuale direttore tecnico, è ancora sprovvisto di patentino da ds e iscritto all’università on line per ottenerlo. In più predilige un ruolo da talent scout in giro per i campionati di tutto il mondo. L’inserimento di una nuova figura porterà anche all’inevitabile riequilibrio rientro: con Paratici la catena di comando sarà alla fine ristretta a ds e ad, con Ibra consulente esterno. Senza Paratici e con un ds di diverso profilo il raggio d’azione potrebbe variare. E’ la fase decisiva: a giorni, se non già nelle prossime ore, il Milan deciderà quale strada seguire. Con Paratici arriverebbe a destinazione in fretta, altrimenti sarà costretto a rimettersi in marcia. E siamo già ad aprile.