Attentato al Pride, Meloni condanna l'odio dopo Berlino. Salvini: 'Fanatismo islamico'

1 ora fa 3

"Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco". La premier Giorgia Meloni parla a nome di tutta l'Italia, dopo la notte di terrore al Gay Pride di Berlino dove un giovane folle, poi braccato e ucciso - e secondo gli inquirenti legato ad "ambienti islamisti" - è piombato ieri sulla folla uccidendo una donna e ferendo 16 persone.

L'Italia "condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando a ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti", dice Meloni.

A caldo commentano i due vicepremier. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è vicino al collega tedesco Johann Wadephul "per il grave attentato, alle vittime e ai loro familiari". E scrive sui social: "L'Europa unita si schiera contro l'ombra del terrorismo, contro chi attraverso l'odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini".

Matteo Salvini, leader della Lega, affonda: "Il fanatismo islamico è il problema, in Italia e in Europa. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose".

Provoca il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci: "Ora, cari sinistri, continuate a sfilare con le bandiere della Palestina e continuate a favorire l'immigrazione di massa dai paesi islamici. E, soprattutto, continuate a sostenere che l'atto terroristico di Salim El Koudri a Modena fosse solo un gesto di uno squilibrato....magari anche questo Abdul B si farà portare un Vangelo".

Dal fronte opposto ribatte il responsabile Diritti nella segreteria Pd, Alessandro Zan: "A Berlino non solo un atto criminale, ma un attacco ai diritti fondamentali di tutti. Il cancelliere Merz lo ha definito un attacco a tutta la società. Se lo crede davvero, alle parole seguano i fatti: la presidente del Bundestag Julia Klöckner issi subito la bandiera arcobaleno sul Parlamento tedesco, dopo averne negato l'esposizione il 17 maggio, nella Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia, arrivando a dire che il Bundestag 'non è una tenda da circo'. Oggi di fronte a chi semina odio e violenza servono gesti inequivocabili. La bandiera arcobaleno non è una provocazione, ma un simbolo di diritti, libertà e democrazia che sono stati colpiti. Farla sventolare sul Bundestag sarebbe il modo più chiaro per dire che la Germania non si piega all'odio".

Matteo Renzi, leader di Iv, afferma: "Colpire il Pride a Berlino - come colpire una chiesa in Nigeria - significa colpire tutti noi".

Sempre tra le fila di Vannacci, Rossano Sasso afferma: "Nei Paesi musulmani gay e lesbiche sono odiati, perseguitati, uccisi. Nei Paesi occidentali gay e lesbiche sfilano, nel nome dell'inclusione, con i simboli dei musulmani. Lo abbiamo sempre detto che era un cortocircuito tipico della sinistra lgbte e al Pride di Berlino è andata in onda la crudele realtà. Mi rivolgo alla sinistra italiana pro-Lgbt: avete ancora voglia di accoglierli? Vedremo ancora sfilare drag queen con la kefiah e politici italiani di Avs e Pd sfilare con simboli arcobaleno e simboli musulmani? Continuate ad accoglierli, continuate".

Per il segretario di +Europa, Riccardo Magi, "non deve esserci spazio in Europa per il fanatismo islamico. Ma se davvero Meloni, Vannacci, Salvini e compagnia cantando ci tengono così tanto alle persone Lgbtiq, approvino nozze e adozioni per le persone dello stesso sesso: i diritti si difendono promuovendoli, non facendo a gara a chi è più omofobo, come fa la destra italiana tutti i giorni".

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo