A sei mesi dal bronzo conquistato ai
Mondiali di atletica di Tokyo, la capitale giapponese si
conferma teatro favorevole per Ilias Aouani. Il maratoneta
azzurro ha chiuso al sesto posto la maratona di Tokyo, firmando
il nuovo record italiano in 2h 04'26" e migliorando di quasi un
minuto il precedente primato nazionale, al termine di una gara
dominata dagli atleti africani. Aouani è stato ricevuto
dall'ambasciatore d'Italia a Tokyo, Mario Vattani, che si è
congratulato per un'impresa destinata ad accrescere la
visibilità dell'atletica azzurra in ambito internazionale.
"Questa città non smette mai di trattarmi molto generosamente. È
un record italiano che sono molto contento di aver corso qua,
nella stessa città che è casa dello sponsor che ha investito in
me, che ha creduto in me in un momento in cui non era molto
scontato", ha spiegato Aouani all'ANSA. "Abbassare il record di
1 minuto è un'impresa non banale, soprattutto quando il
precedente detentore del record l'aveva già alzata l'asticella
ad altezze molto difficili da raggiungere. Quindi essere colui
che definisce nuovamente lo standard per me è un grande onore".
L'entusiasmo è stato condiviso dall'ambasciatore Vattani e dallo
staff della residenza diplomatica. "Quella di Ilias è stata
veramente un'impresa, che abbiamo seguito e che ci dà grande
gioia. Ci permette anche di mantenere l'accento sullo sport
italiano dopo i successi dei Mondiali di atletica proprio qui in
Giappone lo scorso settembre, e dopo le meravigliose Olimpiadi
di Milano-Cortina. La diplomazia sportiva fa parte del nostro
racconto dell'Italia, così come fanno parte del racconto questi
atleti che ci aiutano tantissimo e che sono molto amati qui in
Giappone". Per Aouani, il progresso cronometrico si inserisce in
una stagione di maturazione tecnica e mentale, rafforzata dai
risultati ottenuti nel 2025, tra cui l'oro agli Europei di corsa
su strada e il bronzo mondiale a Tokyo. Un percorso che, secondo
l'azzurro, dimostra come il divario con i grandi interpreti
africani possa ridursi sensibilmente. "Io con tanti altri atleti
europei abbiamo dimostrato che il gap - che molto spesso è solo
un limite illusorio, si può assottigliare tantissimo. Ieri io
ero in mezzo al branco da protagonista, ho gareggiato a fianco
di atleti che tempo fa vedevo come una sorta di creature
mitologiche irraggiungibili, mentre adesso ero un degno rivale
di questi atleti. Questa stessa ammirazione è ricambiata da
parte loro nei miei confronti, e significa tanto per me. Sono
sicuro che questa prestazione che ho fatto definirà gli standard
di quello che è possibile per noi europei". La maratona è stata
vinta dall'etiope Tadese Takele in 2h03'37". Nove dei primi
dieci classificati sono stati atleti africani, a conferma di un
dominio consolidato, ma con segnali di progressivo avvicinamento
da parte dell'élite europea.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

16 ore fa
3
