Crescita costante per la nuova Dea con il 4-3-3. Nessuna fretta sul mercato: Kristensen sullo sfondo, Djimsiti in Arabia
La vittoria di sabato a Gelsenkirchen non deve essere una scritta sulla sabbia che la marea cancella. Ma nemmeno può diventare un concetto consolidato. Maurizio Sarri lo sa meglio di tutti che il successo per 3-0 contro lo Schalke va preso con il giusto equilibrio. L’Atalanta (qui la scheda-fanta del club) si è fatta apprezzare, moltissimo, per un intero tempo. Poi, nel corso della ripresa, ha smollato un po’ l’elastico che la reggeva intorno alla vita. Normale in questo periodo nel quale la preparazione atletica si mischia alle novità tattiche. Però sono apprezzabili i miglioramenti visti con costanza. Dalla domenica precedente a Rotterdam contro il Feyenoord a sabato contro lo Schalke si è vista una Dea ancora più “sarriana”.
crescita
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L’allenatore sta incontrando terreno fertile nel gruppo: le sue idee stanno attecchendo giorno dopo giorno. Ci vuole pazienza e il lavoro che si prospetta è ancora lungo. Però elementi positivi continuano a emergere. Sarri sta anche apprezzando la disponibilità dei giocatori ad affrontare la rivoluzione tattica. I reparti che più si devono integrare sono la difesa e il centrocampo. Partiamo dalla mediana. Gianluca Gaetano (qui la sua scheda al fanta) è il nuovo regista dell’Atalanta e da lui stanno passando sempre più palloni, è il tramite per dare il ritmo alla manovra e accendere lo sviluppo del gioco. Accanto a lui Sarri sta lavorando con un doppio coefficiente di difficoltà: i rientri scaglionati dei giocatori dal Mondiale e la creazione di una nuova mezzala. Lazar Samardzic rientra nella seconda categoria. Il talento del serbo è evidente, eppure in quel ruolo in Italia non lo abbiamo mai visto. L’allenatore della Dea sta insistendo con lui sul centrodestra. La qualità nel sinistro ne fa una sorta di secondo regista e su questo aspetto il lavoro può essere anche meno complicato. Più enigmatica la compatibilità con il ruolo quando bisogna lavorare senza palla, sia in fase difensiva sia in fase propositiva. La corsa di sabato per il gol del 2-0 è un potente spot. La svolta, spesso, è questione mentale. Se Sarri riuscirà a dare forma anche a questo lato di Samardzic, il serbo compierebbe un ulteriore salto di qualità. Per questo la trasformazione di Lazar è forse la parte più affascinante di questa estate. Per completare il reparto ci sono poi due garanzie: Ederson e Mario Pasalic. Il reparto offensivo sta dando risposte: Nikola Krstovic ha segnato 3 gol, Gianluca Scamacca si è sbloccato: la staffetta può essere un vantaggio notevole.
difesa a 4
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La difesa è il secondo reparto su cui a Zingonia (dove oggi la squadra riprende la preparazione) si sta lavorando. Dal pacchetto a tre a quello a quattro il passaggio non è automatico. Anche in questo caso però la maestria di Sarri e le capacità dei giocatori ad assorbire le nuove idee stanno facilitando il tutto. Davide Zappacosta e Lorenzo Bernasconi sembrano i terzini titolari al momento, anche se Raoul Bellanova e Honest Ahanor vengono testati con insistenza. Al centro Giorgio Scalvini e Odilon Kossounou compongono la coppia di riferimento. L’uscita di Berat Djimsiti agli arabi dell’Al-Diriyah (affare fatto per 3 milioni e accordo al 2028) e l’infortunio di Isak Hien (rientro previsto non prima di ottobre) portano la società a valutare se e come intervenire. Thomas Kristensen dell’Udinese rimane un profilo che piace, ma non è ancora il momento di affondare.



