"Da oggi chi vede un monopattino in
sharing per strada ha una certezza: è in regola al cento per
cento. Targa, assicurazione, manutenzione quotidiana, velocità
limitata a norma di legge via software, arresto automatico
all'ingresso delle aree pedonali. Se invece il monopattino è
privato, in regola è appena uno su dieci".
È il quadro tracciato da Assosharing, l'associazione degli
operatori della mobilità condivisa, alla vigilia dell'obbligo di
assicurazione Rc per i monopattini elettrici.
"I numeri li ha dati il ministero: 133mila targhe rilasciate
su circa un milione di monopattini in circolazione", dichiara il
presidente di Assosharing Luigi Licchelli. "Tolti i nostri
60mila mezzi in sharing, ai privati ne restano poco più di
70mila: meno di uno su dieci. E senza targa non si può nemmeno
stipulare la polizza".
Il paradosso, denuncia l'associazione, è nei costi: "Con il
passaggio alle polizze del comparto Rc Auto, il costo annuo per
gli operatori è lievitato fino a cinque volte, a parità di
massimali. Un privato può arrivare a pagare anche 35 euro, a noi
vengono proposte condizioni che partono da circa 100 euro a
mezzo: di più, per i mezzi più controllati e sicuri.
Un'asimmetria senza giustificazioni tecniche", prosegue
Licchelli.
"Voglio inoltre sottolineare che dal 2021 non si registra un
solo incidente grave sui monopattini in sharing, gli incidenti
gravi riguardano i mezzi privati, quelli che nessuno controlla.
La sicurezza non la fa la polizza: la fa la tecnologia. Questa
situazione mette a rischio un servizio strategico in cui
lavorano circa 2mila persone".
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1 giorno fa
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