Il regista brasiliano della Juve è in prestito al Gremio "Ora voglio i Mondiali, voglio convincere Ancelotti. A Neymar consiglierei la Juventus"
E se la Juventus avesse già in casa un regista alla Lobotka? Arthur è rinato nel “suo” Gremio, ma è sempre di proprietà dei bianconeri e a fine stagione tornerà a Torino. Il prestito in Brasile sta riportando il 29enne di Goias indietro nel tempo. Già, il 2026 del centrocampista verdeoro è cominciato con 11 presenze, un gol, il 95% dei passaggi riusciti - 134 dei quali nell’ultimo terzo di campo - e la vittoria del Gaucho, il campionato statale del Rio Grande do Sul. Unica macchia il lieve problema muscolare accusato proprio nella finale contro l’Internacional de Porto Alegre.
Arthur, spera davvero di avere una possibilità da Spalletti in estate?
"A Luciano piace avere un centrocampista organizzatore, un fulcro della squadra, e a me quel ruolo piace. Pizarro e Lobotka si sono esaltati con Spalletti giocando un calcio basato su possesso palla e intelligenza tattica. Non è assurdo pensare che potrei adattarmi bene. Vedremo".
Le è bastata l’aria di “casa” per rifiorire?
"Tornare al Gremio, casa mia, è stato incredibile. Mi sento nuovamente integrato nel club e sto giocando con grande fiducia, peccato soltanto per il recente infortunio. Ma la prossima settimana sarò già in campo. Stare vicino alla mia famiglia e ai tifosi che mi hanno visto crescere è una motivazione in più. Mi sto godendo il calcio come non riuscivo da tempo".
In Brasile dicono che è tornato quello di Barcellona: il segreto?
"Non esiste un segreto, soltanto il duro lavoro e il fatto di essere di nuovo felice quando gioco. Ho beneficiato della preparazione, svolta completamente. E poi incide anche la testa: tutti qui al Gremio, dal tecnico ai compagni, mi hanno fatto sentire importante fin dal primo giorno".
Alla Juventus non si è mai visto l’Arthur del Barcellona: perché?
"Sono arrivato a Torino in un periodo di transizione del club, con molti cambiamenti e probabilmente questo ha influito su tutti, anche su di me. Ho il rimpianto di non aver potuto mostrare quello che sto dimostrando al Gremio. Alla Juventus le cose non sono andate come mi sarei aspettato, però in Italia ho imparato molto".
Pentito di aver lasciato il Barcellona?
"Ogni esperienza ti insegna qualcosa, se ci penso mi resta un sapore agrodolce. Al Barça mi trovavo bene, non so cosa sarebbe successo se fossi rimasto. La Juventus, però, mi ha permesso di conoscere un altro calcio, un’altra cultura e di crescere come uomo, anche nelle difficoltà. Ho imparato lezioni che forse non avrei appreso se fossi rimasto nella mia zona di comfort a Barcellona".
Pirlo, Allegri, Thiago Motta: da quale allenatore si é sentito trattato peggio?
"Nessuno mi ha trattato male, ma alcuni hanno capito meno di altri il mio calcio. Ma non fatemi andare oltre, adesso voglio pensare solamente positivo. Alla Juventus ho anche tanti amici. Alcuni li ho ritrovati in Brasile, per esempio Danilo".
In Brasile è tornato anche Neymar, al Santos: gli consiglierebbe o sconsiglierebbe l’Italia e la Juventus come ultimo ballo europeo?
"Neymar è un giocatore fenomenale e una persona a cui sono affezionato. Se me lo chiedesse, gli direi che la Serie A è un campionato bellissimo in cui potrebbe divertirsi molto e la Juventus un top club con una storia immensa, tifosi esigenti e appassionati. Un’esperienza unica, da prendere al volo. Sono sicuro che la gente accoglierebbe Neymar a braccia aperte".
Se Ney me lo chiedesse, gli direi che la Serie A è un campionato bellissimo in cui potrebbe divertirsi molto e la Juventus un top club con una storia immensa"
Al Barcellona ha giocato con Messi: sensazioni?
"Ammiro tanto Leo, abbiamo sempre avuto feeling. Il suo calcio fantastico lo conoscono tutti, ma è anche una persona eccezionale. Mi sento un privilegiato: al Barcellona ho giocato con Messi, alla Juventus con Cristiano Ronaldo. Il migliore? Parliamo di due tra i più forti della storia. Leo è magia, ti lascia a bocca aperta col suo talento naturale. Cristiano è lavoro, fame, ambizione, mentalità vincente: spinge se stesso e chi gli sta vicino a superarsi ogni giorno".
Mi sento un privilegiato: al Barcellona ho giocato con Messi, alla Juventus con Cristiano Ronaldo. Il migliore? Parliamo di due tra i più forti della storia"
Arthur su Messi e Ronaldo
Un aneddoto divertente di Barcellona?
"Non dimenticherò mai il primo giorno. Coutinho mi porta in spiaggia a Castelldefels, troviamo anche Messi e Luis Suarez e ci mettiamo a giocare a footvolley. Non potevo crederci, ero appena arrivato dal Brasile: un sogno, come tutta l’esperienza in blaugrana".
Il compagno più pazzo?
"Vidal. Sempre allegro, a Barcellona faceva scherzi a tutti. Arturo era il dj: metteva la musica nello spogliatoio e poi ballava. Giocatore unico: divertente fuori, ma affamato, competitivo ed esemplare in partita".
Alla Juventus ha incrociato Yildiz: diventerà un fuoriclasse?
"Kenan è un ragazzo con un talento pazzesco. Quando ha iniziato ad allenarsi con la prima squadra, ci siamo resi subito conto che fosse un ragazzino speciale. Tecnica, visione di gioco, mentalità e soprattutto tanta voglia di imparare, aspetto importantissimo alla sua età".
Un talento del Gremio che vedrebbe alla Juventus o in una big italiana?
"Luis Guedes, 18 anni, avrà un futuro spettacolare. Difensore alto, veloce e di personalità. Occhio anche a Gabriel Mec, 17 anni, un’ala molto interessante. Il Gremio è storicamente un tesoro a livello giovanile".
Il Mondiale si avvicina e anche stavolta non è stato convocato dal ct Ancelotti: ci spera ancora?
"Sto lavorando e giocando al massimo per meritarmi questa opportunità. So che il Brasile ha tanti giocatori di qualità e la concorrenza è altissima, ma visto il livello che sto tenendo al Gremio spero di essere preso in considerazione".



