Netta superiorità dei padroni di casa nonostante le assenze. Baturina risponde a Lewis-Skelly. Ai rigori successo dei campioni d'Inghilterra
12 agosto - 23:22 - LONDRA
Il Como ha capito quanto deve ancora crescere per passare al livello successivo, quello che si è guadagnato per questo 2026-27. All’Emirates, sotto il cielo di Londra reso meno brillante dall’eclissi quando comincia la partita, la squadra di Fabregas finisce per perdere ai rigori (previsti comunque) contro l’Arsenal, dopo l’1-1 dei 90’. La superiorità dei Gunners ancora in rodaggio e senza pezzi importanti come Declan Rice, appena rientrato dal Mondiale con l’Inghilterra, è stata però netta soprattutto nella prima mezz’ora, quando il Como è finito alle corde, costretto a difendersi con un 5-4-1 adatto all’occasione del confronto con la squadra che ha vinto l’ultima Premier e giocato due mesi fa la finale di quella Champions League che la squadra di Fabregas assaggerà per la prima volta il prossimo mese. E non è riuscito ad uscire dalla propria area, messo in difficoltà dal pressing avversario e dagli errori del portiere Butez e dei difensori centrali al momento di costruire dal basso. Inusuale per la squadra di Fabregas, ma davanti c’era l’Arsenal ed era importante capire cosa significa giocare in uno stadio pieno di quasi 60mila spettatori (alla faccia di amichevole, eclisse e ondata di calore) e quanto sia difficile il prossimo livello dell’evoluzione del Como.
Lezione
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Imparare deve essere la parola d’ordine di questa partita. Imparare dagli errori prima di tutto, come quello di Butez che al 33’ ha regalato il vantaggio a Lewis-Skelly, con l’ennesimo passaggio sbagliato (Gabriel Jesus, al quarto d’ora, lo aveva graziato colpendo il palo servito da Eze). Il Como deve imparare ad affrontare avversari che giocano un calcio diverso rispetto a quello della Serie A: l’Arsenal pressa, crea, si affida al talento e alla creatività dei suoi gioielli anche quando si chiamano Max Dowman e non Bukayo Saka a destra, anche quando a dirigere la squadra da davanti alla difesa c’è il 19enne Lewis-Skelly, che come Jesus radio mercato vuole in uscita, e non Rice o il nuovo arrivato Bruno Guimarães, in campo nella ripresa. Il Como ha bisogno di queste amichevoli, di queste situazioni, anche difficili come quelle iniziali, per capire meglio cosa lo aspetta: l’Arsenal è stato inferiore nell’ultima Champions solo al Psg, il Liverpool che la squadra di Fabregas affronterà domenica ad Anfield (due volte, al mattino a porte chiuse) nell’ultimo test prima del via alla Serie A è una delle grandi d’Europa. Il Como ha bisogno non solo di capire cosa serve per giocare in questi stadi, per non andare in difficoltà, per non venire messo all’angolo, anche per capire se questa rosa che ha scoperto per qualche minuto Trevoh Chalobah e applaudito Yan Couto abbia bisogno di ritocchi. La reazione lanciata da Martin Baturina, che al 43’ ha pareggiato il vantaggio dell’Arsenal con uno splendido dribbling in area sulla parte giovane della difesa di Arteta (Julienne, 18 anni, e Dowman, 16), è quel lampo di classe che serve per evitare che le cose vadano male, quei colpi a cui aggrapparsi in Europa. Manca ancora Nico Paz, atteso a Londra per cominciare la preparazione, giocate come quella del croato o gli spunti offensivi nella ripresa di Rodriguez, sono la sicurezza a cui aggrapparsi.
ARSENAL
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I Gunners erano ben lontani dalla loro condizione migliore. Eppure domenica giocano una partita ufficiale, il Community Shield col Manchester City a Cardiff. Arteta ha mischiato le carte, usato tanti giovani, ritrovato alcuni dei reduci della fase finale del Mondiale. Se il Como ritroverà l’Arsenal nella prima Champions della sua storia, sarà una squadra ben diversa da quella vista nella serata dell’Emirates. Molto più forte. Per questo partite come queste sono fondamentali per il Como per capire dove gioca adesso.


