Arriva l'Austria nella "sua" Los Angeles: Schwarzenegger in tribuna contro la Spagna?

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È arrivato negli States poco più che ventenne per realizzare il suo sogno americano: prima bodybuilder da record, poi Hollywood e infine governatore della California. Ma non ha mai dimenticato la madrepatria: ha mantenuto il passaporto austriaco e ogni anno organizza conferenze sul clima a Vienna

La domanda se la farà pure mister Rangnick: nei palchi hollywoodiani del SoFi Stadium di Los Angeles, a vedere il sedicesimo tra la nazionale di Vienna e quella di De la Fuente, ci sarà davvero l'austriaco più famoso d'America? Quello che è nato a Thal, Stiria, e in California ha messo radici così profonde da riuscire perfino ad amministrarla per otto anni? Arnold Schwarzenegger è il testimonial e il tifoso che l'Austria vorrebbe contro la Spagna e, al momento, la presenza patinata è un grande punto interrogativo: nessuna conferma, nessuna smentita, ma tanta curiosità attorno. Questa è la partita che porta il suo Paese proprio nella città dove lui ha costruito il mito, un curioso incrocio di destino.

LA CARRIERA

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Un tempo Mozart, Freud o Klimt, ma oggi nel mondo, soprattutto per centinaia di milioni di americani, non esiste un volto che identifichi l’Austria più di Schwarzenegger, l'emigrante muscoloso che ha conquistato Hollywood. Quando arrivò negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta aveva poco più di vent'anni, parlava un inglese rudimentale e inseguiva un sogno quasi assurdo: diventare il più grande bodybuilder del mondo. Ci riuscì con sette titoli di Mr. Olympia, trasformando in un luogo di culto la palestra di Gold's Gym, a Venice Beach, qui davanti all'oceano su cui si spalanca la città. Poi arrivò il cinema con Conan il Barbaro, Terminator, Predator, True Lies e tanto altro ancora per una carriera da superstar mondiale. Infine, la politica: dal 2003 al 2011 governatore della California, un caso praticamente unico nella storia americana. Los Angeles è ancora oggi il centro del mondo di Arnold: vive in città, continua a girare film e serie, pubblica ogni giorno la newsletter Pump Club, una celebre mail quotidiana gratuita da lui creata su fitness, nutrizione, benessere e crescita personale. Per il resto, investe in attività imprenditoriali e dedica gran parte del tempo alla battaglia sul cambiamento climatico attraverso l'Austrian World Summit, la conferenza internazionale che organizza ogni anno a Vienna: appena due settimane fa era lì, nella prima patria.

L’ATTESA

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In questa vita totalmente americana, Schwarzenegger non ha mai davvero smesso di essere austriaco. Anzi, pur essendo diventato cittadino statunitense nel 1983, ha conservato anche il passaporto iniziale grazie a una speciale autorizzazione del governo di Vienna. Si è sempre detto orgoglioso delle proprie origini e considera la disciplina imparata nella Stiria rurale la base del suo successo qui a LA. Ha raccontato di essere cresciuto in un ambiente rigidissimo, quasi militare, che gli fece nascere il desiderio di andarsene. "Volevo essere qualcuno. Volevo diventare ricco". Negli anni è diventato una sorta di ambasciatore informale dell’intera Austria e qua entra pure il pallone: dal 1997 al 2005 l'impianto di Graz si è chiamato, infatti, “Arnold Schwarzenegger Stadion”, ospitando anche partite della nazionale. Solo dopo alcune polemiche politiche legate alle sue posizioni sulla pena di morte negli Stati Uniti è stato lo stesso Arnold a chiedere che il proprio nome venisse rimosso. 

arnie e il calcio

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Non è comunque la sua prima passione sportiva: Arnold è cresciuto tra bodybuilding e sci, qui si è avvicinato spesso al football americano. Eppure, qua e là, il calcio ha continuato a incrociare la sua vita: nel 2016 fu ospite del Barcellona, ha visitato il centro sportivo blaugrana e incontrato Messi e soci, posando nelle foto con la squadra. Nel 2021 ha esibito il trofeo della Premier League a Los Angeles assieme ad Alan Shearer e in quella occasione ha spiegato come il calcio fosse ormai diventato "non solo uno sport competitivo, ma un grande spettacolo": "Milioni di bambini nel mondo vengono spinti a fare attività fisica proprio grazie a questo sport...", ha aggiunto. Di recente poi ha incontrato pure Zlatan Ibrahimović, discusso commentatore di Fox in questo Mondiale: è successo in Austria durante un evento dedicato alla montagna e allo sci ed è stato proprio Arnold a pubblicare la fotografia. "È stato fantastico incontrare uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. Goditi l'Austria, amico mio", ha scritto accarezzando il piccolo ego dello svedese. Negli anni, qui a Los Angeles, ha incrociato anche David Beckham, di casa per l’impegno con i Galaxy, ma il Mondiale ora gli ha portato qui la nazionale di casa in carne e ossa. Gioca a pochi chilometri dalla sua casa americana, al SoFi che in ogni match è una passerella di star: per questo domani, alle 21 italiane, tutti vorrebbero vedere l'ovazione dello stadio per l'immigrato con accento tedesco che tanto piace agli americani. Perfino l'algido Rangnick farebbe un sorriso.

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