Domani a 3 giorni dalla semifinale calcistica a Santiago del Estero il match che non è mai normale. Gli inglesi costretti a "scappare" e cambiare sede, tifosi in strada riempiono di insulti il pullman degli ospiti che va ad allenarsi. Il ct argentino prova a placare gli animi, ma ci si mette pure la politica…
Francesco Palma
17 luglio - 17:17 - MILANO
“Zitti tutti” fa segno Henry Pollock, con tanto di boccacce da ragazzino, mentre il bus dell’Inghilterra di rugby passa vicino all’Obelisco di Buenos Aires in mezzo a una folla di tifosi argentini ancora in festa dopo la conquista della finale del Mondiale e di certo non avidi di insulti verso i giocatori inglesi che passavano per la capitale. Non bastavano lo schiaffo di Bellingham, lo striscione “Le Malvinas sono argentine” portato da Otamendi e Lo Celso e la quantità smisurata di botte che sono volate in campo tra Argentina e Inghilterra nella semifinale mondiale di mercoledì.
A complicare le cose e ad alzare ulteriormente la tensione ci si è messa pure la nazionale inglese di rugby, che sabato alle 21.10 italiane sfiderà i Pumas nella terza giornata di Nations Championship: praticamente una sorta di “rivincita” con la palla ovale tre giorni dopo la semifinale mondiale. Il principale responsabile? Ovviamente Pollock, 21enne tanto forte quanto provocatore, che dal bus inglese ha ben pensato di “zittire” i tifosi argentini con una serie di gestacci rivolti alla gente che passava, con tanto di boccacce da gita delle medie. E come se non bastasse ci si è messo anche il portavoce del premier inglese Keir Starmer, che allo striscione argentino sulle Malvinas ha risposto: "La Coppa del Mondo non sarà nostra, ma le Isole Falkland lo sono sicuramente” mentre il deputato Peter Kyle, Segretario di Stato per le Imprese e il Commercio, ha chiesto l’intervento della Fifa definendo lo striscione “del tutto inappropriato e una gravissima violazione delle regole che vietano l'attività politica nel mondo del calcio".
inghilterra via dall'hotel
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Del resto, la tensione era già altissima ancor prima della semifinale mondiale: l’Inghilterra è arrivata in Argentina a inizio settimana, dopo aver battuto le Figi a Liverpool, e quindi in pieno clima partita. Un clima che, come raccontato dalla seconda linea Alex Coles, si è sentito e si sente fin troppo: “Abbiamo evitato di andare in giro con le divise dell’Inghilterra in questi giorni. Considerando dove ci troviamo e contro chi giochiamo siamo stati piuttosto prudenti, di certo non riceveremo la stessa accoglienza che abbiamo ricevuto a Liverpool quando le indossavamo”.
Abbiamo evitato di andare in giro con le divise dell’Inghilterra in questi giorni. Siamo stati piuttosto prudenti
Alex ColesSeconda linea dell'Inghilterra
Dopo l’episodio del bus l’idea appare ancora più prudente. Insomma, l’antifona è chiara, tanto che il ct inglese Borthwick ha deciso di cambiare albergo: l’hotel infatti si trovava proprio nel centro di Buenos Aires, in una delle vie prese d’assalto dagli argentini dopo la vittoria nella semifinale mondiale. Risultato? “Non abbiamo dormito, abbiamo sentito rumori e fuochi d’artificio fino alle 4 del mattino” ha spiegato il tecnico. Che il clima sia incandescente lo ha confermato anche la terza linea Guy Pepper, a proposito di zittire gli argentini: “Sappiamo che la semifinale mondiale ha reso l’atmosfera ancora più vivace, ma del resto anche il pubblico argentino di rugby ha una mentalità molto ‘calcistica’. È molto rumoroso: dovremo essere bravi a farlo tacere segnando più di loro. L’anno scorso (gli inglesi giocarono due sfide consecutive in casa dei Pumas, ndr) fu una vera montagna russa emotiva: un momento prima tutti cantavano e saltavano, un attimo dopo si poteva sentire cadere uno spillo. Peraltro siamo stati in un hotel di Buenos Aires che affaccia su una strada che quando l’Argentina vinse il Mondiale 2022 fu completamente sommersa di gente: siamo proprio in mezzo” ha detto Pepper. Per ora a Buenos Aires la situazione e questa, bisognerà capire come cambierà quando gli inglesi si sposteranno a Santiago del Estero, sede della partita.
argentina, prima la festa, poi la distensione
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Argentina: prima la festa, poi la distensione I giocatori della nazionale di rugby argentina hanno vissuto con particolare passione la semifinale del Mondiale di calcio, con tanto di esultanze sfrenate al gol di Lautaro e al fischio finale. Del resto, è inevitabile che sfidare la stessa nazionale – e soprattutto “quella” nazionale – due volte in tre giorni sia una cosa non da poco, anche se in due sport diversi: “Affrontare lo stesso rivale due volte in una settimana è qualcosa di epico” ha detto il mediano di mischia Gonzalo Garcia. Considerando il clima di tensione, e considerando anche che i Pumas partono nettamente favoriti nella sfida di sabato (l’Inghilterra è in netta crisi: solo due vittorie nel 2026 contro il derelitto Galles e delle Figi inguardabili) il ct e i giocatori dell’Argentina dopo le prime dichiarazioni più euforiche hanno provato a distendere gli animi, anche perché i giornali argentini intanto erano usciti tutti con un titolo praticamente in fotocopia: “Pollock provoca i tifosi argentini”. Coach Contepomi ha deciso di ignorare esplicitamente le provocazioni della giovane terza linea inglese, tanto forte quanto esagerato nei comportamenti: “Non mi interessa nulla di quello che fa. Non lo conosco come persona e quindi non potrei giudicarlo, so solo che è un giocatore forte”. Mentre Mateo Carreras, ala argentina che gioca in Inghilterra, ha spiegato: “Quando sono arrivato in Inghilterra all’inizio avevo un certo timore, soprattutto per il tema Malvinas, ma con il tempo capisci che c’è un modo per avvicinarsi, per creare un dialogo. Credo che lo scontro sia molto più fuori dal campo che dentro, tra i giocatori: ovviamente in campo vuoi vincere e dai battaglia ma quando finiscono gli 80 minuti siamo persone, con famiglie, figli, amici. Senti parlare Dibu Martínez, Mac Allister, tutti quelli che giocano in Inghilterra, e raccontano sempre di avere amici inglesi. È logico. Prima siamo persone, poi giocatori. Poi arrivano queste partite e tutti vogliamo vincere, ma questo non cambia il rapporto”. Insomma, l’Inghilterra provoca, l’Argentina sceglie la distensione: l’appuntamento è sabato alle 21.10 italiane. E chissà come andrà a finire.


