L'Associazione Italiana Arbitri sta
seguendo con grande attenzione, così come per tutti gli episodi
analoghi, l'iter legato all'aggressione subita alcuni giorni fa
da un arbitro calabrese mentre dirigeva una partita di Seconda
Categoria.
Il caso specifico, alla luce delle prime risultanze istruttorie
vagliate dagli esperti legali dell'AIA, ricade nella disciplina
del nuovo articolo 583 quater del codice penale.
Nella fattispecie, in considerazione dei giorni di prognosi
riconosciuti dal Pronto Soccorso, la condotta è punibile con la
pena della reclusione da due a cinque anni in quanto non sono
presenti ipotesi di lesioni gravi o gravissime.
"Vigileremo attentamente come AIA su tutti gli sviluppi
giudiziari della vicenda, promuovendo a tutti i livelli la
tutela degli associati colpiti" ha assicurato il presidente
Antonio Zappi.
Intanto, mentre prosegue l'iter sia sportivo sia giudiziario,
il Questore di Vibo Valentia ha già emesso un Daspo di 5 anni,
per eventi sportivi nazionali e internazionali, oltre ad un
obbligo di firma in caserma in occasione delle partite della
propria società.
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2 ore fa
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