Per la prima volta sono state designate due direttrici di gara, Tori Penso e Katia Garcia, nello stesso turno. Ma non solo: cresce il numero di figure femminili anche negli staff tecnici
Un giorno non farà nemmeno più notizia, speriamo. Intanto però registriamo la novità: due donne arbitro dirigeranno due partite della terza giornata del Mondiale. Alla statunitense Tori Penso tocca Ecuador-Germania, che per i sudamericani rappresenta l’ultima spiaggia in termini di qualificazione, mentre la messicana Katia Garcia si occuperà di Tunisia-Olanda. Non è la prima volta che una partita dei Mondiali di calcio maschile viene arbitrata da una donna: fu la francese Stephanie Frappart a rompere il muro in Costa Rica-Germania del novembre 2022 in Qatar. Ma in America il coinvolgimento femminile sta aumentando: mai in uno stesso turno erano state designate due donne contemporaneamente.
chi sono
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Tori Penso, 39 anni, è considerata un arbitro top negli Stati Uniti e viene utilizzata indifferentemente per il calcio maschile e per il calcio femminile. Katia Garcia, 33 anni, voleva invece fare la calciatrice. Accantonato il sogno, si è dedicata all’arbitraggio: è stata già scelta per la Gold Cup, l’Europeo del Centro America, e per le Olimpiadi.
la compagine
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Sono 6 le donne che arricchiscono la squadra arbitrale in America, comprese le guardalinee e le addette al Var: alle già citate Penso e Garcia si aggiungono Neuza Back (Brasile), Mary Blanco (Colombia), Migdalia Rodriguez (Venezuela) e Kathryn Nesbitt (Usa). Sono 6 su un totale di 170, il 3,5 per cento. Ancora numeri bassini ma in crescita. Come avrete notato, non ci sono rappresentanti dell’Europa: Frappart stavolta non è stata designata dal comitato Fifa presieduto da Pierluigi Collina.
in tv
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La svolta culturale è stata favorita anche dalla Rai e dal nuovo direttore dello sport Marco Lollobrigida, che ha affidato a una donna la telecronaca di una partita di un Mondiale. Tiziana Alla, da anni inviata al seguito della Nazionale, ha debuttato a Boston con Inghilterra-Ghana. Non c’entra il genere, conta solo essere all’altezza del compito.
il medico
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Quanto alle nazionali, non è raro incontrare figure femminili tra i membri degli uffici stampa o nelle aree commerciali. La piccola Curaçao però è l’unica tra le 48 partecipanti ad aver assunto una donna nel ruolo di responsabile medico: si chiama Suzanne Huurmann, è olandese come quasi tutta la delegazione e ha un passato importante nel settore sanitario di Real Madrid e Psv Eindhoven. “Se dimostri di essere competente e brava in quello che fai – ha spiegato la dottoressa - è facile farsi accettare anche in un mondo a maggioranza maschile, perché ciò che importa è la qualità e la capacità di ottenere risultati”.
dirigenti
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Qualcosa si sta muovendo anche a livello regolamentare, soprattutto grazie al lavoro dell’ex ct della nazionale americana Jill Ellis che si sta occupando di promuovere il calcio femminile come dirigente Fifa. Una decisione è stata presa qualche mese fa: a partire dai Mondiali femminili del 2027 ogni nazionale dovrà annoverare nel proprio staff tecnico almeno due donne. Nell’edizione del 2023, 20 ct su 32 erano uomini.


