L’azzurra: "In campo insieme a Egonu sarà fantastico. Non ho avuto alcun dubbio ad accettare la proposta del ct. E l'anno prossimo vado in Turchia per migliorare ancora"
Nell’estate 2023 ha debuttato in maglia azzurra. Nelle successive due estati è diventata un’arma tattica fondamentale per i successi della Nazionale del ct Julio Velasco. Ora Ekaterina Antropova è pronta a entrare in una nuova dimensione: un cambio di ruolo – da opposta a schiacciatrice – per diventare un pilastro dell’Italia che a fine estate punterà al titolo europeo. Non più alternativa a Egonu, ma complementare.
Ekaterina, quando il ct Velasco le ha prospettato l’idea di cambiare ruolo in Nazionale?
“Alla Courmayeur Cup, alla fine del settembre scorso, subito dopo l’oro mondiale. Mi ha chiesto se fosse una cosa che mi sarei sentita di fare e io non ho avuto dubbi sulla risposta: “assolutamente sì, se posso essere utile alla squadra”“.
Lei si è aggregata al gruppo azzurro da pochi giorni. Come è stato l’impatto con il “nuovo” impegno?
“Sicuramente devo lavorare tanto anche dal punto di vista mentale perché io sono una persona che pretende molto da se stessa. Ma questo posso farlo nel mio ruolo. Lo stesso approccio non aiuterebbe con il nuovo compito anche perché davvero è la prima volta che mi metto a lavorare seriamente come schiacciatrice. Quindi ci sono tanti cambiamenti e sicuramente mi devo dare più tempo, devo ricalibrare le aspettative”.
Su che cosa deve lavorare di più per “digerire” al meglio questo cambiamento?
“Un po’ tutto, nel senso che sono proprio movimenti e zone di campo che non ho mai preso in considerazione. Ad esempio, la difesa in posto-6 (la zona centrale della seconda linea, ndr) o il muro dalla parte opposta della rete rispetto a quando gioco da opposta. Ci vuole del tempo per sentire il mio corpo nello spazio nuovo. Mi dispiace per le mie compagne in seconda linea che all’inizio dovranno prendersi molto spazio in ricezione. Non sono conosciuta per essere una persona paziente, ma in questa situazione dovrò esserlo”.
Ora movimenti e zone di campo che non ho mai preso in considerazione. Ci vuole tempo per sentire il mio corpo nello spazio nuovo
Ekaterina Antropova
Cosa si aspetta da questo weekend di amichevoli?
“Non voglio pormi obiettivi. È un primo approccio, le partite sono un’altra realtà rispetto agli allenamenti. Di certo ho voglia di tornare in campo perché è dalle Final Four di Champions che non gioco: sono curiosa di vedere come mi troverò con le compagne”.
Ripartirà dal muro del 9-7 nel tie-break che ha dato il via all’allungo decisivo nella finale mondiale vinta contro la Turchia…
“È un bellissimo ricordo ma nello sport, nel bene e nel male, vittorie e sconfitte si dimenticano facilmente perché si deve guardare sempre avanti per migliorare. Certo, sono emozionata di ritornare in Nazionale e ritrovare tante ragazze con cui ho condiviso vittorie e altre con le quali dovremo costruire insieme i prossimi traguardi”.
Il grande obiettivo di quest’estate è l’Europeo, che potrebbe qualificarci ai Giochi con due anni d’anticipo. La stuzzica l’idea?
“Per il momento vivo un passo alla volta e l’Europeo è ancora troppo lontano, pensiamo prima alla Nations League. Ma riuscire ad aver la certezza ora di essere già all’Olimpiade 2028 (peraltro è assai improbabile che l’Italia fallisca la qualificazione grazie alla sua posizione nel ranking mondiale; ndr) ci alleggerirebbe”.
Da appassionata lettrice che libro ha scelto come compagno di viaggio in questa parte dell’estate?
“Prima di arrivare in collegiale, ho scelto un libro di cui avevo sentito parlare in un podcast: mentre raggiungevo Milano in treno ho pianto. Si chiama “Stranieri come te” della scrittrice turca Ece Temelkuran. Parla del significato della parola straniero, della necessità di abbandonare la propria casa e tutto ciò che ne deriva. Ho letto la prima parte e in molte cose mi sono ritrovata, anche se non avrei mai pensato di sentirmi così. Questo libro mi sta dando i pezzi del puzzle che mi mancavano”.
Da alternativa di Egonu a giocatrice complementare a Paola. La cosa le piace?
“Meritiamoci prima il posto poi se succederà sarò contenta di questo. Se riusciremo a coesistere e fare bene per la Nazionale sarà fantastico”.
Il cambio di ruolo in Nazionale non sarà l’unica novità di questi mesi. Per lei è alle porte il trasferimento in Turchia, all’Eczacibasi.
“È un cambiamento che volevo intraprendere. Non saprei dove sarei potuta andare negli altri club italiani perché a Scandicci sono stata molto bene. Infatti non cambio perché sto male nel club che mi ha fatto crescere in questi cinque anni. Ho sempre avuto l’idea che alla mia età stare troppo nello stesso posto porti a una stagnazione, a una frenata nella crescita. Così ho accettato la proposta di trasferirmi all’estero”.
A Scandicci sono stata molto bene. Dopo 5 anni vado all'Eczacibasi solo per crescere ancora
Ekaterina Antropova
Quest’estate l’assenza di De Gennaro quanto peserà nel gruppo?
“In campo sono riuscita a viverla poco ma comunque sarà un’assenza importante. Non solo per il valore tecnico della giocatrice ma anche per la sua leadership: Monica è sempre pronta ad aiutare tutti. Basta pensare al mio approccio alla ricezione: la sua capacità comunicativa mi avrebbe aiutato molto”.


