Il bolognese, trionfatore in Cina, oggi è nella sede Mercedes. Poi volerà al GP del Giappone (29 marzo): "È solo l’inizio"
Matteo Dalla Vite e Giulia Toninelli
18 marzo - 12:14 - MILANO
Kimi non si ferma. Spunta dalle porte automatiche delle Partenze Internazionali di Bologna poco dopo le 18 di ieri: cappellino azzurro, zaino in spalla. Il tempo per festeggiare la sua prima vittoria in Formula 1, arrivata domenica a Shanghai al volante della Mercedes, è stato poco: la destinazione di arrivo è Londra, poi subito a Brackley dove oggi lo attende una giornata di lavoro con il team. “Non penso al titolo ma penso a come continuare a vincere” racconta il bolognese, che a diciannove anni — alla sua seconda stagione nella massima serie — si trova tra le mani la grande occasione di poter correre con una monoposto dominante come quella messa in pista al via del nuovo ciclo regolamentare dalla squadra capitanata da Toto Wolff.
Obiettivi
—
“Questo primo successo per me è solo un inizio” aveva subito chiarito Kimi, che oggi si riunirà in Inghilterra con il team Mercedes per continuare il lavoro al simulatore in preparazione del Gran Premio del Giappone, dove lo scorso anno all’esordio in F.1 aveva chiuso la domenica con un’ottima sesta posizione alle spalle del compagno di squadra George Russell. “La mia vita adesso sta sicuramente cambiando — ha ammesso il bolognese — ma io non ci penso troppo perché il mio focus è sempre migliorare”. Cose normali, per restare con i piedi per terra e completare un processo di maturazione che non si è ancora concluso. Ha bisogno di concentrarsi sulla pista e sui risultati, come già sottolineato dal team principal e mentore Toto Wolff: “Ci saranno altri momenti quest’anno nei quali Kimi sbaglierà, perché è ancora un ragazzo molto giovane e dobbiamo cercare tutti di non mettergli troppa pressione”. E servirà equilibrio anche fuori dal paddock, dove Antonelli vuole restare il ragazzo di sempre: “Alla fine mia mamma mi ha preparato la gramigna con il ragù per festeggiare la vittoria” ha raccontato, felice di essere tornato a mangiare un po’ dell’amato cibo tipico della sua Emilia-Romagna prima della ripartenza per l’Inghilterra. C’è stato anche il tempo per una piccola festa a casa, una cena a sorpresa con una decina di amici che lo hanno celebrato a modo loro, senza follie o eccessi, indossando una maglietta speciale dedicata alla sua vittoria con una frase stampata, quella più ripetuta da Kimi: tanta roba.
Verso il Giappone
—
La preparazione per il prossimo weekend agonistico, con la gara di Suzuka in programma il 29 marzo, non può però aspettare. Dopo due giorni in Inghilterra, Antonelli tornerà a Bologna per poi ripartire quasi subito con destinazione Tokyo. L’inizio della prossima settimana in Giappone sarà fondamentale per rilassarsi un po’ e recuperare le energie dopo giorni di tante, troppe emozioni, ma anche per godersi un Paese che, prima dell’inizio della stagione, Kimi aveva indicato come uno di quelli che avrebbe voluto “scoprire e visitare di più, perché quando viaggiamo nei fine settimana di gara abbiamo davvero pochissimo tempo”. Due giorni a Tokyo prima di passare a Suzuka saranno anche ottimi per prendere il ritmo con il fuso orario locale e arrivare a giovedì prossimo, quando inizierà l’attività nel paddock, pronto e concentrato su un fine settimana che lo vedrà necessariamente protagonista e osservato speciale: “Per questo bisogna stare attenti con Kimi in questo momento — spiega Wolff — oggi va tutto alla grande, ma tra due settimane, in Giappone, magari la mette nel muro e iniziano le critiche”. Solidità e piedi per terra, due concetti ripetuti spesso nel box numero 12 del bolognese e due pilastri sui quali si costruirà la sua intera stagione. Si riparte subito da Brackley, dove ieri il team ha festeggiato la seconda doppietta stagionale in Formula 1 con i dipendenti: maglietta azzurro Petronas con la scritta “P1” — prima posizione — indossata da tutti i presenti, bicchiere di champagne per celebrare il risultato e il trofeo conquistato in Cina in bella mostra per “festeggiare a Lauda Drive la primissima vittoria di Kimi” scrive la squadra sui social. Si chiama infatti “Via Lauda” la strada che ospita la sede della Mercedes in Inghilterra, in memoria del pilota austriaco che fu presidente non esecutivo del team di Wolff. Oggi sarà lo stesso Antonelli a varcare, come migliaia di volte in passato in questi anni di crescita nel Mercedes Junior Team, l’ingresso inconfondibile di Lauda Drive. Ma per la prima volta lo farà da pilota vincitore di un Gran Premio di Formula 1.


