(di Alessio Corsaro)
Mancano ancora sette mesi al 18 marzo
2027, data di elezione del nuovo presidente Fifa. Eppure, la
campagna elettorale verso il 77esimo congresso del principale
organo del calcio globale, in scena a Rabat, sta già entrando
nel vivo. In vista della battaglia con l'attuale n.1 Gianni
Infantino, architetto del discusso piano per vendere quote dei
Mondiali a investitori privati, il leader Uefa Aleksander
Ceferin ha mosso le sue pedine sulla scacchiera. "Non sono
interessato a correre per la presidenza della Fifa, perché amo
la Uefa e tengo alla mia credibilità", ha assicurato Ceferin
durante un'intervista al podcast 'The Rest is Politics:
Leading'.
Ma guai a leggerla come una rassegnazione all'avversario
Gianni. "Ci sono due opzioni. La prima è che si renda conto di
non avere il sostegno necessario, sia dagli elettori che dalla
comunità calcistica". La seconda? "Che si vada alle elezioni di
marzo, ma in quel caso penso che avrà un avversario, anche se
non so ancora chi". Un avviso ai naviganti che riaccende le luci
dei riflettori sull'attuale presidente Concacaf, Victor
Montagliani, al momento indiziato n.1 come possibile rivale del
dominus Infantino.
Consapevole del rischio di doversi confrontare dopo anni con
un'antagonista credibile, il leader Fifa guarda e blandisce i
bacini elettorali di cui avrà bisogno per rimanere in sella. Tra
questi ci sono proprio la Repubblica Dominicana e i Caraibi,
membri della stessa Concacaf che, guidata da Montagliani, è
stata tra le prime a mettere in discussione l'attuale leadership
della Confederazione. "Alcuni, purtroppo, non hanno bisogno né
vogliono che altri crescano, ma dobbiamo ridurre questo divario
tra i Paesi grandi, molto grandi, e tutti gli altri", ha
affermato Infantino dopo un incontro con i vertici del calcio
caraibico, lanciando una chiara stilettata a Ceferin & co.
"I grandi attori stanno facendo un ottimo lavoro e dovrebbero
continuare a crescere, ma dobbiamo trovare investimenti per
tutti". Parole chiare che mettono sul piatto risorse per chi si
è dimostrato fedele alla linea grazie al "supporto ricevuto"
durante la bufera abbattutasi sulla governance mondiale.
Insomma, Infantino chiama a raccolta gli alfieri per preparare
l'assalto al quarto mandato, ma questa volta potrebbe trovare
sulla propria strada un nemico deciso a dare battaglia.
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6 giorni fa
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