Svolta alla Bbc, modello
ultrasecolare per l'Occidente di servizio pubblico
radiotelevisivo, in crisi a causa di scandali, polemiche e
incertezza di risorse: il nuovo direttore generale sarà Matt
Brittin, manager 57enne proveniente dal mondo del business
digitale ed estraneo - a differenza dei suoi ultimi predecessori
- a esperienze sia giornalistiche sia televisive.
Brittin, come anticipa il Times e conferma di fatto lo stesso
sito della 'Beeb', è stato scelto la settimana scorsa con il
placet del Cda e quello informale del governo. L'annuncio
ufficiale è previsto a breve, dopo gli scontati passaggi tecnici
degli organismi di sorveglianza sui media.
Brittin sostituirà Tim Davie, costretto a dimettersi nei mesi
scorsi sull'onda delle accuse di un controverso rapporto
sull'imparzialità dell'emittente; ma soprattutto dello scontro
con Donald Trump sfociato in una causa miliardaria intentata dal
presidente-magnate contro la Bbc dinanzi a un tribunale della
Flordia: caso innescato dalla denuncia del "montaggio" di un
discorso del 2021 di Trump - andato in onda nel Regno a fine
2024, durante un programma di approfondimento - manipolato in
modo da cucire due passaggi separati e da farlo apparire come
un'esplicita istigazione all'assalto di Capitol Hill.
Laureato a Cambridge, appassionato di canottaggio con un
passato agonistico e tuttora presidente del celeberrimo circolo
canottieri della sua alma mater, Brittin ha iniziato la carriera
manageriale nella casa editrice del tabloid Mirror. Ma ha legato
il suo nome soprattutto a Google, come responsabile della
filiale britannica e poi dell'intera attività europea del
colosso digitale Usa per una decina d'anni. In questo periodo ha
avuto anche scontri con esponenti del Partito laburista,
attualmente al governo, sugli artifici fiscali imputati ai
giganti dell'hi-tech.
Nell'ultimo biennio è stato chiamato poi alla testa della
società che gestisce il Guardian, giornale liberal britannico in
prima fila sul fronte della sfida globale digitale. Mentre sul
terreno dell'impegno civico fa parte dal 2009 del board di The
Climate Group, organizzazione no profit di promozione
dell'ambientalismo e dell'economia 'sostenibile' che invoca
l'obiettivo emissioni zero di carbonio nel mondo entro il 2050.
La sua nomina coincide con il tentativo della Bbc di
adattarsi al nuovo mercato dei media, dominato da piovre
tecnologiche come Netflix o Youtube, e cercare nuove fonti di
finanziamento oltre al canone. In parallelo ai cruciali
negoziati appena avviati col governo di Keir Starmer per il
rinnovo della Royal Charter, la licenza di servizio pubblico nel
Regno.
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3 ore fa
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