(di Stefano Ambu)
Quarta vittoria di fila,
ancora di misura, quasi con il minimo sforzo. E per il momento
il Napoli scavalca il Milan e si sistema al secondo posto a sei
punti dall'Inter. È un segnale chiaro: la squadra di Conte sta
lì, si mette in prima fila per un posto Champions, e magari
aspetta che qualcuno più su faccia un passo falso.
Una partita iniziata subito bene con un gol di McTominay e
controllata dall'inizio alla fine al piccolo trotto. Un appunto,
però, si può muovere: gli azzurri non l'hanno chiusa e in
qualche modo hanno tenuto in partita un Cagliari oggi troppo
impaurito e confuso per fare male. Pisacane nel finale ci ha
anche provato con i suoi ex Primavera Trepy e Mendy,
all'esordio, più Kilicsoy e Raterink: tutti giocatori nati tra
il 2005 e il 2007. Ma non c'è stato niente da fare: terza
sconfitta di fila, due soli punti racimolati da inizio febbraio
e classifica che si fa preoccupante.
Conte rinuncia ad Anguissa, sulla sinistra sceglie Gutierrez
e non Spinazzola. La partita sembra subito facile facile, ma il
gol del Napoli è anche un po' un riassunto dello stato mentale
del Cagliari, che passa direttamente dal ritiro allo 0-1. Prima
un pasticcio di Caprile con i piedi che regala il calcio
d'angolo, da cui poi parte un batti e ribatti davanti alla linea
di porta: palo, schiena di Caprile, quindi tocco decisivo di
McTominay. Sono passati poco più di sessanta secondi. Il
problema del Napoli è che la partita si addormenta, con la
squadra di Conte che cerca ma non trova spazi per il raddoppio.
Sulla sinistra qualche movimento di De Bruyne in aiuto di
Politano fa capire che quella potrebbe essere la zona giusta per
creare pericoli, ma arriva giusto qualche corner, niente di più.
Il Cagliari fa quello che può: non si sbilancia perché teme il
Napoli, ci prova un po' alla cieca con palloni dietro la difesa
per mettere in azione soprattutto Folorunsho. Ma non funziona
molto. Al 20' la reazione dei sardi arriva con Esposito, che
ruba la palla a Olivera e calcia sul secondo palo, a lato. Al
36' il primo e unico tiro nello specchio: è di Zè Pedro, para
Milinkovic Savic.
Il Napoli prova un po' a svegliarsi e a dare una scossa alla
partita al 7' della ripresa con due conclusioni di De Bruyne e
Politano, entrambe respinte da Caprile. Anche Conte si gioca
subito la carta Alisson Santos per dare più velocità e
imprevedibilità davanti. Fuori Lobotka con McTominay che va ad
affiancare Gilmour nel palleggio. E all'11', su errore della
difesa rossoblù uscita, c'è anche una super occasione per
Politano, con il solito Caprile che salva ancora tutto. Pisacane
allora capisce che non può più aspettare. E butta dentro le
punte vere: prima Kilicsoy, 2005 e poi addirittura Mendy,
esordiente totale, classe 2007. E ancora: dentro Raterink, 2006
e pure il coetaneo Trepy. Risultato: due mischie davanti a
Milinkovic Savic. Ma nemmeno un tiro nello specchio. Il Cagliari
ora guarda giù, sempre più interessato a quello che fa la
Cremonese. Mentre il Napoli versione corto muso ora aspetta le
milanesi.
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2 ore fa
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