Ancelotti-fisco spagnolo, l'allenatore vince il primo round in tribunale. "Mai pensato di frodare"

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Il tecnico del Real aveva vinto il ricorso contro la multa comminata dall'erario, che ora ha fatto appello. Il 3 aprile la seconda udienza, poi la sentenza che non arriverà in tempi brevi

Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci

2 aprile 2025 (modifica alle 13:58) - MADRID (SPAGNA)

Riunione famigliare in tribunale. Carlo Ancelotti si è presentato presso il Juzgado numero 30 dell’Audiencia Provincial madrilena poco dopo le 9.30 di questa mattina accompagnato da sua moglie Mariann e da suo figlio Davide, entrambi chiamati a testimoniare dalla difesa esattamente come Chloe, la figlia di Mariann, intervenuta in videoconferenza da Los Angeles. “È andata molto bene” ha detto l’allenatore del Madrid uscendo dal tribunale verso le 12.30

I GIORNI di ancelotti

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Il dibattimento è durato un paio d’ore ed effettivamente ha lasciato un’impressione abbastanza chiara: Carlo Ancelotti lasciò la Spagna quando fu licenziato dalla Casa Blanca a fine maggio del 2015 trasferendosi a Londra dove sua moglie aveva una casa nella quale viveva sua figlia Chloe, al tempo minorenne, tornando in Spagna solo due volte nella seconda parte dell’anno: una per un giorno e un’altra per 3. In totale Ancelotti ha passato 155 giorni in Spagna in quel 2015, meno della metà dell’anno, e pertanto la richiesta dell’accusa, che pretendeva che l’allenatore italiano versasse contributi per l’intero periodo fiscale, non sembra avere fondamento. E infatti suo figlio Davide ha raccontato agli avvocati che l’interrogavano che a lui il fisco spagnolo ha restituito parte di quanto versato per il 2015, riconoscendo che aveva passato in Spagna meno della metà dell’anno. Esattamente come suo padre. Ricordiamo che nel 2018, quando era a Napoli, Ancelotti ha ricevuto un’ingiunzione di pagamento per tasse inevase da parte dell’erario spagnolo che ha regolato versando 1,2 milioni di euro di ammenda. Convinto della sua innocenza, Carlo ha fatto ricorso e il giudice gli ha dato ragione. Risoluzione contro la quale si è appellato il fisco spagnolo, da qui l’origine del processo in corso.

epaselect epa12004609 Real Madrid's head coach Carlo Ancelotti (R) stands trial over alleged tax fraud, in Madrid, Spain, 02 April 2025. Prosecutors accuse Ancelotti over undeclared earnings amounting to over one million euros.  EPA/JJ GUILLEN

LO STIPENDIO di ancelotti

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 “Io non ho mai avuto alcuna intenzione di frodare il fisco spagnolo, mai”, ha detto Carlo rispondendo alle domande dell’accusa nella Sala 3. Giacca nera, pantaloni grigi, seduto su una panchina di legno chiaro di fronte a 3 giudici, dando le spalle alla stampa Ancelotti ha usato le sue armi: cortesia, fermezza, empatia, chiarezza. “Quando io ho firmato col Madrid venivo da Parigi. Al Psg guadagnavo 5 milioni netti a stagione, qui ne chiedo 6. Per il pagamento il Real Madrid mi offre una struttura 85-15, ovvero il versamento del 15% dei miei emolumenti sotto forma di diritti d’immagine. Non mi era mai successo prima, né mi è mai successo dopo, perché i diritti d’immagine non sono cose da allenatori, noi non vendiamo magliette. Però visto che questa struttura all’epoca veniva utilizzata per tanti giocatori del Madrid ed era stata utilizzata per Mourinho, il tecnico che c’era prima di me, ho accettato mettendo in contatto i miei commercialisti con quelli del Madrid. Poi non ho più saputo nulla fino al 2018, quando mi hanno detto che c’era un problema. A me interessava solo incassare i 6 milioni, non il come, e mi sono fidato. Però è chiaro che se sono qui c’è stato un problema”, ha detto con ironia.

epaselect epa12004520 Real Madrid's head coach Carlo Ancelotti (C) arrives to stand trial over alleged tax fraud, in Madrid, Spain, 02 April 2025. Prosecutors accuse Ancelotti over undeclared earnings amounting to over one million euros.  EPA/JJ GUILLEN

LE CONDANNE

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 Il problema è legato alla struttura economica utilizzata per pagare i propri dipendenti dal Madrid in quegli anni, che ha portato alla condanna di Cristiano Ronaldo e Josè Mourinho e al pagamento di multe salate Modric, Marcelo, Coentrao, Bale e Angel Di Maria, con Xabi Alonso che prima di Ancelotti è stato l’unico a sfidare in tribunale l’erario spagnolo vincendo la sua battaglia. 

DOMANI DI NUOVO

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 Ora ci sta provando Carlo, e per il momento la partita lo vede in vantaggio. Giovedì 3 aprile ci sarà la seconda udienza che salvo complicazioni lascerà il caso pronto per la sentenza che arriverà in tempi difficili da stimare, ma non brevi. Poi alle 16 Ancelotti sarà a Valdebebas per allenare. Oggi il Real Madrid riposava, per riprendersi dall’incredibile 4-4 con la Real Sociedad che martedì notte l’ha portato in finale di Copa del Rey e per permettere al suo allenatore di andare in tribunale con un bel pezzo di famiglia a difendere la sua onestà.

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