Il tecnico dei verdeoro ha parlato alla vigilia del match con Haiti e ha annunciato che ci sarà qualche novità di formazione: "È normale dopo una partita come quella col Marocco. Ma nulla di grave, nessuna bocciatura"
Il solito show multilingue, stavolta 4 (portoghese, italiano, spagnolo e francese) perché nessuno gli ha fatto domande in inglese, e poi sorrisi, battute e concetti chiari: Carlo Ancelotti sa che il suo Brasile deve migliorare, che col Marocco ha giocato un brutto primo tempo e un secondo normale, ed è pronto a far salire il livello generale della squadra nella partita contro Haiti di domani notte.
MASSIMA FIDUCIA
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“Non abbiamo fatto una bella partita, lo sappiamo, abbiamo fatto autocritica e accettiamo quelle degli altri, sempre che siano costruttive. C’è pressione, è normale, ma anche grande fiducia, almeno da parte mia. Sono sicuro che la mia squadra farà bene in questo Mondiale, non ho dubbi. L’ho detto e lo ripeto, il Mondiale non si vice alla prima partita”. Ci saranno dei cambi: “Si, è normale dopo una partita come quella col Marocco. Ma nulla di grave, nessuna bocciatura”.
TANTE IDENTITÀ
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Due cose interessanti. La prima sul suo Brasile: “Io non voglio una squadra con una sola identità, voglio una squadra che sappia fare tante cose: difendere in blocco basso, pressare alto, essere compatta, attaccare con tanti giocatori. Non vedrete mai un Brasile allenato da me con una sola identità, non è ciò che cerco”.
SQUADRE NON STELLE
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La seconda sul Mondiale, a una risposta sugli exploit dei vari Vinicius, Mbappé, Haaland, Kane, Messi: “No, non penso che questo sarà un Mondiale di stelle, sarà un Mondiale di squadre, e di grande intensità. Ho visto nazionali che praticano un gioco molto diverso tra loro, e per questo penso che non saranno le stelle a decidere questo Mondiale”.
La Gazzetta dello Sport
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