"Di fronte alla crisi climatica, è
indispensabile saper guardare avanti, efficientando la rete
idraulica esistente ed attrezzando il territorio con
infrastrutture, la cui esigenza è scritta dal divenire degli
eventi. Alla politica chiediamo di creare le condizioni per
avviare concretamente interventi indispensabili come quelli
previsti dal Piano Invasi Multifunzionali ANBI-Coldiretti" . E'
quanto chiede Francesco Vincenzi, presidente dell'Associazione
Nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e
delle acque irrigue (Anbi).
Al Nord, spiega l'Anbi, da un mese esatto la portata del
fiume Po ristagna al di sotto dei valori minimi, utili al
contrasto dell'intrusione salina: ora -39% rispetto alla soglia
dei 450 metri cubi al secondo. L'Adige, secondo fiume più
importante d'Italia, in una settimana ha più che dimezzato (-55%
circa) il proprio flusso idrico, favorendo anche qui l'avanzare
dell'ingressione salina. Il riempimento del lago Maggiore è
sceso al 19,5% con un livello idrometrico abbondantemente
inferiore al 2022, anno della grande sete del Nord.
Restando sui "grandi laghi", tutti largamente sotto media, è
preoccupante anche la condizione di Lario e Sebino, con il
livello del primo, che registra circa un metro meno del consueto
ed il secondo, che è 86 centimetri sotto media e pieno solo al
17,9%; meno grave è la situazione del bacino del Garda, oggi al
62,9% di riempimento.
In Valle d'Aosta, dopo un mese di Giugno siccitoso anche la
prima metà di Luglio è risultata particolarmente secca. Anche in
Piemonte sono scarsi i flussi fluviali: Tanaro, -83%; Toce,
-48%; Stura di Lanzo, -44%. In Lombardia, le riserve idriche
sono più scarse del 40%. In Veneto, oltre all'Adige, sono in
grave crisi i fiumi Bacchiglione (manca oltre il 60% della
portata) e Livenza (-49%). In Emilia-Romagna, i fiumi
appenninici sono in sofferenza; particolarmente preoccupante è
la condizione del Savio, che registra portate inferiori ai
minimi storici. In Toscana, i flussi nel fiume Arno sono il 39%
più scarsi della media, mentre quelli dell'Ombrone continuano ad
essere inferiori al Deflusso Minimo Vitale.
Decrescenti sono anche le altezze idrometriche dei fiumi nelle
Marche e principalmente del Tronto.
In Umbria, a Polvese, il livello del lago Trasimeno è sceso a
-m. 1,82. Nel Lazio, i laghi dei Castelli Romani (Albano e Nemi)
vedono i livelli abbassarsi di 3 centimetri.
In Campania, sono decrescenti le altezze idrometriche dei fiumi
Volturno e Sele. In Basilicata, circa 10 milioni di metri cubi
d'acqua fuoriescono settimanalmente dai principali invasi
Anche in Puglia, per via del caldo torrido e dell'assenza di
pioggia, ogni settimana vanno riducendosi i volumi idrici,
stoccati nei serbatoi. In Sicilia, le dighe trattengono ancora
oltre 500 milioni di metri cubi d'acqua, vale a dire il 65% in
più rispetto al 2025. In Sardegna, infine, i volumi idrici
immagazzinati nei bacini si sono ridotti ma sarà un'estate
caldissima, ma più serena rispetto agli anni scorsi.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

11 ore fa
3



