La produzione di petrolio del
Venezuela è compresa oggi tra 900mila e un milione di barili al
giorno, contro oltre tre milioni di metà anni 2000. Lo affermano
stime dell'Investment team di Gamma capital markets, secondo cui
"le esportazioni sono già sotto pressione: stoccaggi pieni,
flussi bloccati e sanzioni ancora formalmente in vigore. Nel
breve il petrolio venezuelano non rientra rapidamente sul
mercato globale, soprattutto verso la Cina".
La stima di Goldman Sachs è di una produzione stabile a
900mila barili nel 2026. Nel lungo periodo lo scenario più
rilevante è il 2030: il Venezuela potrebbe essere a due milioni
al giorno, che implicherebbe un calo di 4 dollari per barile sul
Brent rispetto allo scenario base. Quindi l'intervento Usa e la
possibile ripresa di produzione è "un evento strutturalmente
ribassista per il petrolio", aggiunge Gamma capital markets.
Se invece vi fosse una "qualsiasi interruzione a breve
termine della produzione venezuelana, questa può essere
facilmente compensata da un aumento della produzione altrove",
afferma Neil Shearing, capo economista del gruppo Capital
Economics, ripreso da Bloomberg. "Prevediamo comunque che la
crescita dell'offerta globale nel prossimo anno circa spingerà i
prezzi del petrolio verso i 50 dollari", aggiunge Shearing.
Dopo una partenza in leggero calo, sui mercati globali il
prezzo del petrolio ondeggia sulle quotazioni di venerdì: il
future a New York si muove poco sopra i 57 dollari al barile, il
Brent a 60,7 dollari.
"La reazione iniziale dei mercati finanziari all'intervento
degli Stati Uniti in Venezuela è stata di cauto ottimismo -
commenta Ricardo Evangelista, senior analyst di ActivTrades -
riflettendo le aspettative che la destituzione del presidente
venezuelano possa portare a un riallineamento politico verso la
sfera di influenza degli Stati Uniti. Nel breve termine, in
particolare per quanto riguarda le esportazioni di petrolio, le
prospettive sembrano essere sostanzialmente quelle di un
andamento normale".
Secondo Evangelista "il Venezuela detiene circa il 17% delle
riserve petrolifere accertate mondiali, ma negli ultimi anni la
sua capacità di estrarre e lavorare il greggio è notevolmente
diminuita. La produzione attuale è stimata a meno di un milione
di barili al giorno, di cui circa la metà esportati, pari a meno
dell'1% dell'offerta globale. In questo contesto, e considerando
che, anche prima del fine settimana, gli analisti prevedevano un
eccesso di offerta nei mercati petroliferi globali nel 2026,
l'attuale calo dei prezzi non è sorprendente, vista la
prospettiva a medio termine di un aumento dell'offerta di
petrolio venezuelano sul mercato globale", conclude il senior
analyst di ActivTrades.
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