L'ex attaccante bianconero: "Le parole di Spalletti? Credo abbia solo voluto mettere un po' di pepe"
La maglia della Juventus pesa, perché “significa avere una grande responsabilità e per questo serve personalità”. Nicola Amoruso conosce bene cosa vuol dire e cosa serve per reggere quella pressione, così ha un certo valore la sua convinzione che a Kolo Muani serva “dargli qualche partita secondo me, sono convinto che diventerà importante per il gioco di una squadra come quella di Spalletti”. Piuttosto, la questione da chiarire presto è quella del ruolo, in quanto il francese “non è una prima punta che ha l’istinto da killer sottoporta” e "potrebbe rendere molto di più da seconda punta".
Amoruso, a Frosinone è tornato di moda il tema attaccante in casa Juventus, alla luce della prova di Kolo Muani.
“Mi sembrano esagerate le critiche a un giocatore che ha la Juventus ha voluto fortemente e che ha caratteristiche importanti. Anche secondo me non è una prima punta che ha l’istinto da killer sottoporta, però è un giocatore che arriva al gol in altro modo”.
Quindi da rimandare e non da bocciare subito?
“Bisogna dargli qualche partita, sono convinto che diventerà importante per il gioco di una squadra come quella di Spalletti. Chiaro che farebbe meglio da seconda punta, se avesse la possibilità di appoggiarsi su un centravanti puro. Quello è il ruolo che gli si addice di più”.
Serve un attaccante fisicamente strutturato per riempire l’area
Però la Juve pensa più a Zirkzee che a Sorloth…
“Ecco, a mio avviso molto meglio Sorloth. Così, anche Kolo Muani potrebbe essere utilizzato in tanti modi. Anche perché Milik non riesce a dare quelle garanzie fisiche che servirebbero, altrimenti sarebbe il centravanti perfetto. Serve un attaccante fisicamente strutturato per riempire l’area, tutta la vita Sorloth".
Zirkzee?
"Assolutamente no, anche lui è una seconda punta e difficilmente lo vedi a chiudere l'azione. Credo anche Spalletti voglia un giocatore diverso”.
Il metodo Spalletti, con quelle parole su Kolo Muani nel post partita di Frosinone, lo ha trovato un po’ esagerato o un modo utile per caricare il francese?
“Spalletti è molto bravo in questo, credo abbia voluto mettere un po' di pepe per fargli capire che è arrivato alla Juventus e ci si aspetta tanto da lui, almeno penso che sia questo il messaggio che gli abbia voluto lanciare. L’attaccante della Juve è lui, giusto responsabilizzarlo”.
Quanto sono lontani Inter e Napoli in questo momento?
“Direi che l’Inter è avanti su tutte, anche per il mercato che ha fatto. Poi ci sono le altre e tra questa anche Juve e Milan, che comunque devono dimostrare di avere quella maturità che l'anno scorso non ha permesso loro di arrivare a traguardi importanti".
La Juve può fare il salto con i nuovi arrivati?
"Non lo escludo, dipenderà da come impatteranno i nuovi giocatori anche dal punto di vista mentale, perché indossare la maglia della Juventus significa avere una grande responsabilità e per questo serve personalità. A mio avviso, è quello che secondo me serve di più alla squadra di Spalletti”.



