L'allenatore del Milan è un candidato alla panchina dell'Italia, a oggi la grande alternativa ad Antonio Conte. Meglio il rossonero o l'azzurro? Le sue priorità sono chiare...
Il mondo sembrava pieno di certezze, un mese fa: Chivu resterà all'Inter anche nella prossima stagione, Gasperini allenerà ancora la Roma ("non si amano ma come potrebbe lasciare dopo un anno solo?"), Allegri sarà la prima certezza del Milan. Su Chivu, tutto sereno. Sugli altri, insomma... Massimiliano Allegri è un candidato sempre più credibile per la Nazionale, in un classico scenario del calcio di questi giorni, volubile come il cielo di aprile. Cento variabili incideranno: le scelte dei calciatori nelle elezioni Figc, un eventuale terzo candidato rivale di Abete e Malagò, l'interesse per Antonio Conte. Il primo passo però è capire che cosa vuole Allegri.
perché stare al milan
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Astrattamente, il ragionamento è lineare. Allegri ha buoni motivi per restare al Milan. Milano è un suo luogo di elezione, uno dei tre vertici del triangolo con Torino e Livorno su cui ha costruito la vita. E la Champions League, che il Milan punta a raggiungere presto, è un ambiente che a Max è mancato parecchio in questi anni, la sfida ideale per continuare la risalita iniziata in questi mesi. Sì, ma la Nazionale? È nelle sue idee per la vita ma il 2026 non è certo il momento più semplice per entrare nei quadri federali. Idealmente, Allegri potrebbe mettere la giacca con le quattro stelle tra due, quattro, sei anni.
perché andare in nazionale
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Allo stesso tempo, ci sono ragionamenti che spingono all'azzurro. La Nazionale è molto affascinante e Allegri sulla carta è nato per quel ruolo: non è ossessionato dal lavoro sul campo, gestisce le pressioni come pochi, allena meglio le partite importanti. La sfida segnerebbe la sua vita: ogni allenatore cresce guardando il Mondiale e, se può viverlo dall'interno, non si fa pregare. La situazione al Milan, poi, ora non è ideale: c'è un futuro da programmare e tanti aspetti da chiarire all'interno, se si vuole vivere un'estate con progetto condiviso e unità di intenti.
nella testa di allegri
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I tempi saranno importanti. Il presidente federale sarà eletto il 22 giugno: tardi, in una logica di calcio. Prima, molto prima, Allegri farà la riunione più importante sul 2026-27 con il Milan. Quando? Subito dopo la qualificazione alla Champions, se qualificazione alla Champions sarà. In quella riunione, si parlerà di futuro e Max verosimilmente chiederà che si lavori a un progetto chiaro, con ruoli definiti, in cui prevedere il rafforzamento della squadra. Cerca rinforzi di livello, con curriculum internazionale. Chi ipotizza che il centravanti, il difensore centrale e la mezzala destra siano i suoi primi obiettivi, non sbaglia di molto. E allora? E allora tutto si giocherà sugli equilibri, sui desideri. La domanda chiave: chi, tra il prossimo presidente federale e il Milan attuale, vorrà davvero Allegri con forza?




