Algoretico e Lagiste23 lanciano
Scriba.ai, un sistema di intelligenza artificiale che traduce
oltre 30 codici obsoleti in linguaggio moderno, senza
appoggiarsi a modelli generali come Chat-Gpt e senza far
transitare dati e applicativi su piattaforme esterne. Il suo
obiettivo è modernizzare l'infrastruttura software dell'Italia
per rendere le imprese competitive e indipendenti dai giganti
tecnologici stranieri.
Il sistema, realizzato dalle due società italiane guidate da
Marco Landi (già presidente di Apple a Cupertino), mira a
risolvere il problema della "codice legacy": linguaggi spesso
sviluppati prima dello stesso internet, che quasi nessuno sa
decifrare, ma che vengono comunque utilizzati quotidianamente e
che, secondo gli analisti, bruciano ogni anno l'80% dei budget
tecnologici mondiali.
"Scriba — spiega il ceo Franco Mastrorilli— non è un semplice
traduttore: comprende la logica profonda di queste strutture
arcaiche e le riscrive da zero in linguaggi moderni,
trasformando mesi di rischioso lavoro manuale in pochi secondi
di operazioni automatizzate".
A differenza delle soluzioni generaliste, Scriba opera con
una precisione del 99,7% e una sicurezza di grado militare.
"Garantiamo la protezione totale della proprietà intellettuale —
continua Mastrorilli — : il sistema è 'cieco' rispetto ai dati e
il codice viene eliminato una volta completata la riscrittura".
L'operazione permette di abbandonare infrastrutture pesanti e
di ridurre l'impronta ambientale dei data center, con risparmi
documentati fino al 70% sui costi di migrazione.
"La prova di quanto soluzioni di questo genere siano
necessarie nel mondo It — aggiunge Landi — si è vista quando a
fine Febbraio Anthropic ha annunciato la possibilità di
modernizzare linguaggi come il Cobol grazie a ClaudeCode, e il
valore di Ibm in borsa è caduto del 13%".
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4 ore fa
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