Lo spagnolo si arrende allo statunitense 6-3 5-7 6-4. Se Jannik vincerà il torneo andrà a soli 1190 punti dal n.1
Lo scorso anno, a Miami, le sue certezze avevano vacillato tanto da essere sfiorato dal pensiero di mollare tutto dopo l’uscita all’esordio contro David Goffin. Per fortuna, Carlos Alcaraz poi non l’ha fatto, ritornando sulla terra rossa dopo una rigenerante vacanza in famiglia e dominando fino a chiudere il 2025 da numero 1 di fine stagione.
Questa volta, Carlos, si ferma poco più avanti, al 3° turno contro un super Sebastian Korda che vince e poi perde e poi vince di nuovo un match divertente che gli vale la prima vittoria col numero 1 al mondo e gli ottavi di finale a Miami. Korda passa in tre set 6-3 5-7 6-4 e fa un grande regalo a Jannik Sinner. L’altoatesino, in campo domani contro Moutet, se dovesse vincere il torneo, arriverebbe lunedì prossimo a soli 1190 punti di distacco dallo spagnolo, con una montagna di punti da difendere sul rosso: le vittorie di Montecarlo, Roma e Roland Garros e la finale di Barcellona.
LA PARTITA
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È un Korda che non si vedeva da un po’ così in palla. Lui, che da Carlos era stato battuto in una bellissima finale Next Gen all’Allianz Cloud di Milano cinque anni fa, è sceso in campo con le idee chiarissime. Continui cambi di ritmo, servizio quasi impeccabile (al contrario dello spagnolo) angoli, palle corte e accelerazioni. Carlos sembra impaziente, preso da una fregola che lo porta a sbagliare. Non solo. Il servizio non collabora e le risposte di Korda, figlio di Petr numero 2 al mondo, fanno male. Lo statunitense, spesso rallentato da infortuni, ha una palla break subito nel game di apertura, Alcaraz la annulla e a sua volta si fa pericoloso con due occasioni nel terzo game. Il match è equilibrato, Korda non si lascia sopraffare dalla varietà di un Alcaraz particolarmente impreciso e quando, nell’ottavo game, arrivano due palle break, coglie l’occasione e sale 5-3 per poi andare a chiudere il primo set 6-3. Nel secondo, Carlos perde il servizio quasi subito, nel 3° gioco, discute animatamente con il suo angolo e dice "Non so cosa fare, non posso fare altro", un po’ come a Wimbledon quando in finale contro Sinner disse "fa tutto meglio di me". Korda sente che può essere la giornata del colpaccio e si tiene stretto il servizio, oltre ai regali di Alcaraz che in due occasioni rischia di andare sotto di un secondo break. Poi, come lo statunitense purtroppo ha fatto più di una volta, al momenti di servire per il match le sue certezze si liquefanno. Perde il servizio a zero e permette ad Alcaraz di recuperare il break e scatenarsi.
IL FINALE
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Sebastian passa da servire per il match a servire per guadagnarsi il tie break. Non mette più una palla in campo, lo statunitense, e Alcaraz ha il set point che lo porta al terzo dopo 1 ora e 31 minuti. Il linguaggio del corpo di Korda non promette nulla di buono, eppure riesce a restare attaccato alla partita fino a che Alcaraz non gli concede un’occasione: nel 7° game da 30-0 per lo spagnolo si va a palla break per lo statunitense che un punto dopo l’altro si porta a palla break e scatta in vantaggio, 4-3. Non senza rischi conferma il vantaggio, 5-3. Alcaraz serve per restare nel match, si fa rimontare ai vantaggi due volte prima di tenere per il 5-4. Un’ora dopo, Korda serve ancora per il match e parte col servizio vincente, sul 15-15 un vincente di controbalzo per il 30-15 e poi ancora un vincente per due match point. Un nastro cancella il primo, e con un servizio vincente chiude, morte e resurrezione per la vittoria più importante della carriera, la prima contro il numero 1 al mondo.


