Alajbegovic star contro il Qatar, la Bosnia spera

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Kerim Alajbegovic trascina la Bosnia alla vittoria contro il Qatar e, probabilmente, all'approdo ai sedicesimi di finale da ripescata. Ma i balcanici soffrono oltremodo contro la nazionale del Golfo, capace di impensierire più volte una difesa ballerina. Finisce 3-1 e i Dragoni chiudono il girone B al terzo posto con 4 punti, un risultato che dovrebbe garantire loro il passaggio del turno.
    La Bosnia parte subito forte, Demirovic e Sunjic scaldano in avvio i guantoni di Abunada. L'intenzione chiara è quella di segnare più reti possibili e risalire la classifica, del girone ma anche delle terze classificate. I ritmi però scendono e il Qatar guadagna metri, trovando al 13' l'occasione di un contropiede bloccato all'ultimo da Sunjic.
    Si procede senza guizzi fino alla pausa di metà gara, poi sale in campo Alajbegovic. Un paio di scorribande fermate con le cattive dai qatarini, poi al 29' l'ala diciottenne del Salisburgo trova il capolavoro: scarta due giocatori e lascia partire un destro potente da fuori area che si insacca in rete, per uno dei gol più belli dell'intero Mondiale. Una perla, in una partita povera di gesti tecnici, che lo rende l'ottavo marcatore più giovane di sempre ai Mondiali. Poi un cross trova Dzeko che tenta di passarla in mezzo al volo ma carambola su Al Brake che insacca il proprio portiere. È il 2-0 e i balcanici sembrano poter dilagare, in uno stadio in gran parte con loro.
    Il capitano e leader si trova sui piedi il pallone del 3-0, ma a tu per tu col portiere la spedisce sul palo.
    E da lì la musica cambia. Il Qatar inizia a mettere fuori la testa e si scopre che dietro la Bosnia poggia su basi tutt'altro che solide. Prima un liscio di Al Haydos grazia Vasilj, poi al 42' lo stesso capitano qatarino trova la palla del 2-1. I balcanici si rifugiano nei lanci lunghi, il Qatar prende il pallino del gioco e in pieno recupero Pedro Miguel ha il pallone del pari, che però finisce sul legno.
    Si riprende e la musica non cambia. La Bosnia si affida solo all'entusiasmo di Alajbegovic e, ogni volta che il Qatar si fa avanti, la difesa traballa pericolosamente. Al 10' deve rinunciare ad Al Haydos, che non ce la fa più, ma subito dopo sfiora il gol con Afif. Il pokerista Barbarez prova a cambiare qualcosa e sicuramente lo spirito di intraprendenza non cambia: al 18' mette in campo Hadzikadunic e Mahmic richiamando in panchina Katic e soprattutto il totem Dzeko, che esce arrabbiatissimo e si siede scagliando una bottiglietta. Non manca anche un confronto rapido tra il ct e il capitano quarantenne.
    Dopo la pausa un indomabile Alajbegovic si aggiunge, dall'altro lato del campo, l'altro enfant prodige bosniaco, Esmir Bajraktarević. Il 21enne del Psv, che a Seattle gioca in casa visto che è nato negli Stati Uniti, impegna Abunada. Dal corner nasce una serie di rimpalli e proprio Mahmic, lo stesso che ha rilevato Dzeko, chiude i conti con il gol del 3-1. Da lì la Bosnia evita di cercare avventure, non guarda alla differenza reti e difende il 3-1 che vale il terzo posto e una probabile qualificazione.
   

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