Akros, la piccola banca del maxi-collocamento

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Banca Akros è la banca d'investimento di Banco Bpm, il gruppo guidato da Giuseppe Castagna che si contende con Bper e Mps lo scettro di terza banca del Paese. E' Akros che il Tesoro ha incaricato, nel novembre 2024, di collocare una quota del 15% di Mps, con una scelta che ai tempi aveva sorpreso il mercato, trattandosi di una banca piccola e senza grande esperienza in operazioni analoghe.
    L'istituto, nato come una sim, è relativamente giovane: trasformatosi in banca nel 1997, è entrato a far parte della Bpm (che allora non si era ancora fusa con il Banco Popolare) nel 1998. Offre servizi di investment banking, advisory, ricerca azionaria, finanza straordinaria. Le sue dimensioni sono contenute: il 2024 è stato chiuso con 98 milioni di ricavi, un utile di 21,8 milioni e 159 dipendenti. Lo presiede Mauro Paoloni, storico consigliere di amministrazione di Bpm, ed è guidato dal dg Giuseppe Puccio.
    La banca, come accertato dai pm, non aveva mai gestito un collocamento di azioni attraverso procedure di Abb (accelerated book building, cioè collocamenti accelerati di titoli rivolgendosi agli investitori istituzionali) se si esclude un'unica esperienza di dimensioni decisamente più ridotte: 35 milioni di euro di controvalore di azioni cedute a fronte degli 1,1 miliardi di euro raccolti con Mps, operazione che - ammette la stessa Akros in bilancio - le ha permesso di registrare commissioni "di particolare rilevanza".
    In occasione dei precedenti collocamenti il Tesoro si era rivolto a soggetti di ben altro peso, proiezione internazionale e dimensione: per il primo Abb, che aveva riguardato il 25% del capitale di Mps, si era affidato a Bank of America, Jefferies e Ubs; per il secondo, che ha interessato il 12,5% del capitale, aveva chiamato Bank of America, Jefferies, Citi e Mediobanca.
  
   

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