Addio a Gino Paoli: le auto, gli incidenti e quella "lunga storia d'amore" a quattro ruote

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Il celebre artista, scomparso il 24 marzo 2026 all'età di 91 anni, ha vissuto un rapporto intenso con le automobili, da lui stesso definite una "lunga storia d'amore". Tra le corse con Luigi Tenco, una collezione ricca di icone – dalle Porsche alle Ferrari – e drammatici schianti stradali che gli segnarono la vita, ecco il lato motoristico dell'autore di "Il cielo in una stanza"

Martin Fedrizzi

24 marzo - 18:56 - MILANO

Arrivano anche dal mondo dello sport ("Finito il tempo di cantare insieme" ha scritto il Genoa sui suoi profili social personali) alcuni dei messaggi di cordoglio per la scomparsa di Gino Paoli, autentica leggenda della musica italiana, venuto a mancare nella notte fra lunedì 23 e martedì 24 marzo 2026 all'età di 91 anni. Nato a Monfalcone, ma cresciuto a Genova, città alla quale è sempre rimasto profondamente legato, è stato uno tra i cantautori italiani più importanti del Novecento, autore di capolavori come Il cielo in una stanza e Sapore di sale. Oltre alla musica, a cui ha dedicato tutta la sua vita, Paoli ebbe molte altre passioni, che visse sempre pienamente, tra cui sicuramente ci fu quella per i motori. Un amore, quello per le auto, che ha attraversato e segnato la vita del cantautore in molti modi: dai numerosi incidenti in gioventù, passando per le sfide in auto con Luigi Tenco e per l'ampia collezione di sportive, fino agli spot televisivi per la Fiat. 

le auto di gino paoli

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Come raccontato in un'intervista del 2018 rilasciata ai colleghi de Il corriere della Sera, per Paoli l'auto ha rappresentato "una lunga storia d'amore". Una passione che lo ha portato a mettersi al volante di alcuni modelli di grande fascino, molti dei quali hanno fatto bella mostra nel suo garage. Con i proventi del primo disco si regalò il primo vero gioiello di una lunga collezione, una Austin-Haley 3000 MKII Roadster, di cui Paoli raccontò di aver fuso il motore poco dopo l'acquisto. Negli anni poi guidò un'Alfa Romeo Giulietta Spider, a cui era molto affezionato, e una Ferrari 275 Gts, che distrusse nel 1965 schiantandosi contro un albero a Milano. Oggi la replica di quella vettura appartenuta al celebre artista è esposta al Museo Ferrari, nell'ambito della mostra "The Greatest Hits". Tra le sportive si aggiunsero poi alla collezione di Paoli una Lamborghini Miura e alcune Porsche. Negli anni il cantautore ha guidato anche una Lancia Flaminia Gt Coupé Touring, alcune Mercedes e Bmw per spostarsi in tournée e una Mini Cooper, acquistata già negli Anni 60, quando in Italia se ne vedevano davvero poche. Col tempo è poi passato ad auto più funzionali, tra cui l'ibrida Lexus Rx400h, di cui Paoli apprezzava comodità e basso impatto ambientale.

gli incidenti

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Negli Anni 60, in un periodo personale particolarmente difficile (nel 1963 tentò il suicidio sparandosi un colpo di pistola al cuore), furono molti anche gli incidenti che videro coinvolto il cantautore. Oltre allo schianto del 1965 con la Ferrari 275 Gts, Paoli rischiò la vita anche in un altro episodio avvenuto a Milano, in via Palmanova, tre anni prima. Al volante di una Fiat 1300 a noleggio, l'artista causò uno scontro frontale nel quale morì l'amico Vittorio Faber, paroliere e arrangiatore di alcune sue canzoni. Uno scontro che costò, oltre al dramma umano, il ritiro della patente di guida e la condanna a sette mesi di reclusione con il beneficio della condizionale. "Adesso penso che andare forte sia da pazzi" disse nel 2018 ai colleghi de Il Corriere della Sera, invitando coloro che corrono troppo a sfogarsi in pista, senza mettere in pericolo l'incolumità pubblica.

Dalle gare con tenco allo spot per fiat

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Oltre alla vasta collezione di auto e agli incidenti che lo hanno visto coinvolto, la storia di Gino Paoli e quella dell'auto si intrecciano in molti modi. Lo stesso Paoli raccontò come tra Pegli e Genova spesso sfidò un altro gigante della musica italiana, Luigi Tenco, in gare di velocità. Se in auto la competizione era equilibrata, sulle due ruote non ce n'era per nessuno. "In moto vincevo io: le ruote della sua Rumi s'infilavano sempre nei binari..." aveva riferito sempre ai colleghi de Il Corriere della Sera. Tuttavia, fu nel 1992 che Gino Paoli legò la sua voce e la sua immagine a un marchio e un modello in particolare: la Fiat Cinquecento. Lanciata nel 1991, la super utilitaria di casa Fiat fu oggetto l'anno seguente di una campagna di promozione che coinvolse lo stesso Gino Paoli, che compose e interpretò per lo spot della Cinquecento il brano Buongiorno per cinquecento volte, apparendo anche nel videoclip dedicato.

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