Il celebre cantautore e intellettuale emiliano è morto il 6 agosto 2026 all'età di 86 anni. Ha pubblicato 18 album in studio e preso parte a diversi film e documentari. Sul palco del suo concerto più celebre eseguì anche il brano Autogrill, la storia di un amore mai nato in un'area di servizio. Non aveva la patente, ma quel viaggio da Bologna a Trieste in quattro su una Fiat 500...
6 agosto - 14:38 - MILANO
Alla passerella glamour del Festival di Sanremo ha sempre preferito la tranquillità dell'Appennino Tosco-Emiliano. Ed è proprio nel suo buen ritiro di Pavana, una piccola frazione (posta circa 90 chilometri a sud di Modena, città che gli diede i natali) di Sambuca Pistoiese, nella provincia toscana, che nella mattina di mercoledì 6 agosto 2026 Francesco Guccini è morto. Il 14 giugno scorso aveva compiuto 86 anni. Cantautore e attore (ha prestato il suo volto in 17 opere, tra film e documentari), intellettuale e scrittore (nota la sua passione per i fumetti), in carriera ha pubblicato 18 album in studio, firmando (ed eseguendo) brani celebri come Auschwitz, Dio è morto (portato al successo nel 1967 da I Nomadi), L'avvelenata e La Locomotiva. Ha collaborato, fra gli altri, con Caterina Caselli, con l'Equipe 84 e con Luciano Ligabue che, in occasione del suo esordio alla regia, lo ha voluto nel cast di Radiofreccia.
il successo di autogrill
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In un'intervista rilasciata nel 2018 ai colleghi de Il Corriere della Sera, Guccini rivelò di soffrire di una maculopatia bilaterale, una malattia degli occhi che limitava la vista e gli impediva anche di leggere. Negli ultimi tempi le sue uscite pubbliche, così come le interviste, sono state sempre più limitate. Una delle sue eredità più recenti è sicuramente il film-concerto diretto da Giuliano Nicastro e proiettato in diverse sale cinematografiche della Penisola nel dicembre del 2024, in occasione dei quarant'anni dal live che si tenne in Piazza Maggiore a Bologna il 21 giugno 1984. Su quel palco Il Maestrone eseguì dal vivo alcune tracce dell'omonimo album (insieme a lui anche i colleghi Pierangelo Bertoli, Paolo Conte, Lucio Dalla e altre guest star), fra cui Autogrill. "La ragazza dietro al banco mescolava birra chiara e 7 Up - sono i primi versi della celebre canzone - E il sorriso da fossette e denti era da pubblicità. Come i visi alle pareti di quel piccolo Autogrill. Mentre i sogni miei segreti li rombavano via i Tir". Il brano è la seconda traccia del primo dei due dischi contenuti all'interno dell'album Fra la via Emilia e il West. "La canzone più misteriosa in assoluto è Autogrill, intravista e non vissuta, venuta fuori chissà come - rivelò il cantautore nelle pagine di Un altro giorno è andato, Francesco Guccini si racconta a Massimo Cotto, libro edito da Mondadori nel 1999 - Nacque a Pavana ed è il resoconto di ciò che non fu mai, ovvero un sogno mai avverato. Parla di una ragazza "bionda senza averne l'aria, quasi triste come i fiori e l'erba di scarpata ferroviaria". Una ragazza che è più cornice che quadro: ognuno di noi può riempirla dei fantasmi e delle immagini che meglio crede. Era il giusto personaggio per aumentare l'aria di mistero e irrealtà che la canzone indubbiamente ha".
dalla patente (mancata) al motorshow
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Nel 2014 Francesco Guccini fu protagonista al Motor Show di Bologna. Una prima assoluta, per sua stessa ammissione, fra i padiglioni della fiera bolognese. L'invito gli venne fatto recapitare dalla Polizia di Stato, per un incontro moderato dal giornalista Marino Bartoletti e legato principalmente al tema della sicurezza stradale. Con sorpresa di molti, nell'occasione il cantautore emiliano rivelò di non essere in possesso della patente di guida. "Non ci ho mai pensato" disse nel corso dell'intervista. Parlando poi con i cronisti dell'Asaps, il portale della sicurezza stradale, disse quale fosse il criterio fondamentale con cui scelse una delle sue vetture. "Quando il commesso della concessionaria ancora illustrava le doti tecniche dell'auto, mi alzai e dissi che la comperavo perché era comoda, un aspetto che non mi venne descritto. È stato il massimo del mio interesse…automobilistico". In compenso, nel 2024, Guccini ha ricevuto la Patente di "matto onorario" di Gubbio e, fra le righe di uno dei suoi celebri romanzi (Dizionario delle cose perdute) rievoca un avventuroso viaggio giovanile da Bologna a Trieste (quando ancora non era stata completata l'autostrada) a bordo di una Fiat 500, con un autista al posto di guida e altri due ragazzi nei sedili posteriori, con tanto di chitarre nel bagagliaio.
La Gazzetta dello Sport
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